05 luglio 2013 | 16:16

Da scugnizzo a stampatore: un libro sulla storia di Orazio Boccia

“Mio padre potrebbe scrivere un romanzo sulla sua vita”, affermava Vincenzo Boccia, amministratore delegato delle Arti Grafiche Boccia, intervistato da Prima Comunicazione nel dicembre 2009 in occasione della sua nomina a presidente della Piccola industria di Confindustria. Un augurio che è diventato realtà: sta per uscire in libreria ‘Storia di uno scugnizzo’, lo straordinario percorso di vita di Orazio Boccia, uno dei pionieri delle arti grafiche italiane.

Curato da due giornalisti e comunicatori napoletani, Bruno Bisogni e Roberto Race, e pubblicato da Guida, il libro ripercorre le vicende umane e imprenditoriali di Orazio Boccia, il fondatore delle Arti Grafiche Boccia, che l’anno scorso hanno festeggiato i 50 anni +1. Una storia degna di un romanzo di Dickens. A 10 anni Orazio viene messo nell’orfanotrofio Umberto I di Salerno, chiamato con disprezzo Il Serraglio dai salernitani. Vi passa otto anni d’inferno, ma ha la fortuna di imparare un mestiere, quello di tipografo. A 18 anni, quando esce dall’orfanotrofio, apre una piccolissima tipografia che stampava manifestini e biglietti da visita. È il primo nucleo di quella che diventerà nel corso degli anni una delle maggiori industrie grafiche del Sud Italia, che oggi opera per i principali editori europei.

Orazio Boccia, fondatore delle Arti Grafiche Boccia

Come scrivono nella prefazione al volume il presidente dei cavalieri del lavoro Benito Benedini e il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, quella di Orazio Boccia è la storia di un personaggio davvero fuori del comune, un self made man con una vita alle spalle fatta di battaglie quotidiane per l’esistenza, ricca di aneddoti dove il comico e si mescola spesso al drammatico. Èd è anche il racconto di un’epoca, quella del dopoguerra e degli anni del boom, in cui si poteva passare dalla miseria e dalla fame, alla costruzione, tra mille difficoltà, di un’impresa prima artigianale e poi sempre più grande e innovativa, capace di competere sul mercato internazionale (C.C.)