A fine luglio conterà il patto più dell’inoptato di Rcs

(MF-DJ) Non sara’ l’asta dell’inoptato a cambiare l’esito della battaglia che si sta giocando su Rcs. Anche se Diego Della Valle si aggiudicasse tutti i diritti non sottoscritti dell’aumento di capitale non supererebbe Fiat che, con un blitz, si e’ rafforzata al 20,1%. Lo scrive Il Sole 24 ore spiegando che Della Valle ha infatti in mano una quota dell’8,69%, mentre in asta, a partire da domani, saranno offerte opzioni che rappresentano l’11,2% del nuovo capitale: resterebbe comunque appena sotto al 20%. 

La differenza tra i due contendenti, prosegue il giornale, potrebbe farla quindi quel pacchetto pari a circa il 6-7% del nuovo capitale ordinario, del quale le banche del consorzio hanno perso le tracce.

Potrebbe essere andato al retail, ma e’ difficile in una partita dove i risparmiatori sono da anni relegati in un angolo. Potrebbe essere stato messo da parte da uno dei due contendenti, Della Valle o John Elkann, ma la Consob sta monitorando da settimane la situazione e anche gli acquisti potenziali avrebbero dovuto essere comunicati. Oppure ancora, ed e’ questa forse l’ipotesi piu’ probabile -aggiunge il quotidiano- il pacchetto e’ stato intercettato da uno o piu’ soggetti finanziari che potrebbero magari poi cederlo al miglior offerente, assegnando cosi’ il primato nell’azionariato a una o altra parte. 

Difficilmente, conclude il giornale, si scopriranno le carte prima della terza decade di luglio, quando dovrebbe tenersi la prima riunione del patto di sindacato Rcs post-aumento che nelle intenzioni di quello che fino a pochi giorni fa era il primo azionista del sindacato -Mediobanca, che ha una partecipazione pari al 15,1% – dovrebbe essere allargato anche ai soci esterni di peso, nella fattispecie a Diego Della Valle. Non e’ irrilevante nello scenario che si sta delineando capire chi riuscira’ ad appuntarsi la medaglia di primo azionista. Il patto di Rcs che tuttora resta sopra la maggioranza assoluta e’ in scadenza a marzo, con le disdette che devono arrivare entro settembre. Qualcuno (ancora Mediobanca) punta a scioglierlo prima, prendendo atto di una situazione che e’ radicalmente cambiata. (Roma, 9 luglio 2013, Mf-Dj)

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