Editoria

11 luglio 2013 | 11:36

Il Cdr del Corriere vuol capire che ha in mente Della Valle

Il comitato di redazione del Corriere della Sera interviene sullo scontro tra gli azionisti di Rcs con un comunicato pubblicato oggi dal quotidiano (che pubblichiamo di seguito), affermando di considerare “logora la formula del patto di sindacato”, ritendendo che in futuro l’assetto azionario non debba prefigurare posizioni dominanti di fatto, né della Fiat, né di nessun altro. Il Cdr tira in ballo anche Diego Della Valle affermando che “sarebbe utile capire quali siano le sue reali intenzioni e soprattutto quale sia il futuro che immagina per il Corriere della Sera e il gruppo nel suo insieme”.

Comunicato sindacale
Il Comitato di redazione del «Corriere della Sera» (Cdr) sta seguendo con grande attenzione gli sviluppi legati all’aumento di capitale, in via di perfezionamento in questi giorni. È un passaggio di fondamentale importanza per il nostro giornale e per tutte le altre testate di Rcs Mediagroup.
Il Comitato di redazione ha sempre sostenuto in questi mesi che senza nuove risorse finanziarie non sarebbe stato possibile garantire il rilancio di una società appesantita da un indebitamento nato da una scelta imprenditoriale come minimo sbagliata: l’acquisizione del gruppo Recoletos in Spagna. Nello stesso tempo i giornalisti del «Corriere» e il Cdr che li rappresenta hanno dimostrato di saper raccogliere le sfide lanciate dalla trasformazione tecnologica e, su un altro piano, dalla crisi economica che tocca anche l’editoria. Da ottobre a oggi, il Cdr ha firmato due accordi con i vertici aziendali e la direzione editoriale, accettando i sacrifici economici necessari pur di rimettere in corsa il «Corriere». Noi siamo pronti e abbiamo cominciato il confronto con management e direzione editoriale, spingendo per accelerare l’avvio della «fase 2», quella del rilancio, nel quadro di una gestione aziendale sana e competitiva.
In questi giorni, però, si è aperto uno scontro tra gli azionisti dagli sviluppi ancora incerti, se non confusi. Il Cdr considera logora la formula del patto di sindacato che governa questo gruppo da decenni: proprio la vicenda dell’aumento di capitale ha dimostrato come alcuni soci industriali o finanziari siano finora rimasti in sella più per una logica di alleanza con gli azionisti maggiori (Fiat, Mediobanca e Banca Intesa) che per una profonda convinzione nelle potenzialità di RcsMediagroup. Il Cdr ritiene che il futuro assetto azionario non debba prefigurare alcuna posizione dominante di fatto nell’editoria italiana, né del gruppo Fiat, né di altri. Da questo punto di vista abbiamo accolto con soddisfazione la notizia dell’intervento da parte dell’Autorità Antitrust. In parallelo il Cdr osserva con disorientamento i movimenti e le dichiarazioni di Diego Della Valle: sarebbe utile capire quali siano le sue reali intenzioni e soprattutto quale sia il futuro che immagina per il «Corriere della Sera» e il gruppo nel suo insieme.
Il Cdr non ha alcun pregiudizio nei confronti degli azionisti in campo ed è pronto a confrontarsi con la proprietà, qualunque essa sia, purché rispetti i principi base contenuti nello Statuto del «Corriere della sera» e pubblicati sulla prima pagina del giornale il 29 maggio 1973. Lo Statuto, firmato il 3 aprile 1974 da Piero Ottone e sottoscritto da tutti i direttori che si sono succeduti alla guida del giornale, richiama con forza i principi di indipendenza dal potere politico e da qualunque gruppo di pressione. Fedeli a questa tradizione i giornalisti del «Corriere» e il loro Cdr hanno le idee molto chiare: difenderanno e garantiranno l’autonomia e l’indipendenza del giornale come hanno sempre fatto, esclusivamente al servizio delle lettrici e dei lettori.
Il Comitato di redazione del Corriere della Sera