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12 luglio 2013 | 15:47

La Consob dà il via libera al crowdfunding per le start-up

Fonte: Ansa

(ANSA) Via libera della Consob alla raccolta di capitali online per le start-up. La Commissione presieduta da Giuseppe Vegas ha pubblicato infatti l’atteso regolamento per l’equity crowdfunding. L’Italia è il primo Paese in Europa a dotarsi di una simile norma. Per “equity crowdfunding” si intende la possibilità per le imprese di raccogliere capitali di rischio (founding) attraverso internet svolgendo così un appello al pubblico rivolto a un elevato numero di destinatari (“crowd”). Il regolamento per il ‘crowdfunding’, ovvero del finanziamento di massa, era stato voluto fortemente a inizio 2012 dall’ex ministro allo Sviluppo, Corrado Passera, con il decreto sulle start-up innovative. Di fatto il fenomeno prevede che nascano delle vetrine online di società da lanciare con i soldi del grande pubblico. Si tratta di una grande opportunità ma anche di un grande rischio, visto che l’eventuale fallimento di un’azienda comporterebbe la perdita totale dell’investimento. Per questa ragione il regolamento, che nasce dopo diversi mesi di consultazione, punta a fissare diversi paletti per evitare che il risparmiatore possa inciampare in scelte sbagliate. Come prima cosa, quindi, il regolamento dispone l’istituzione di un registro dei gestori dei portali che sarà contenuto nel sito della Commissione stessa. Vengono definiti quindi i requisiti di onorabilità dei soggetti che detengono il controllo e quelli di onorabilità e professionalità dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo. In sintesi, l’onorabilità è legata all’insussistenza di condanne penali mentre la professionalità è legata sia all’esperienza che alle competenze specifiche degli amministratori. Il regolamento fissa poi le regole di condotta dei gestori. Per questo vengono stabili obblighi generali sul comportamento (diligenza, correttezza e trasparenza ecc.) e sulle informazioni (corrette, aggiornate, chiare e non fuorvianti) da fornire in modo che gli investitori possano ragionevolmente comprendere la natura dell’investimento e assumere le decisioni in modo consapevole. E’ previsto comunque il diritto di recesso. Per garantire maggiore trasparenza, è stato deciso che il gestore deve trasmettere gli ordini a banche e imprese di investimento che operano nei confronti degli investitori nel rispetto della Mifid. Queste regole non si applicano però quando il controvalore dell’ordine non supera determinate soglie. Le soglie rilevanti sono 500 euro per investimento e 1.000 euro annui per le persone fisiche, 5.000 euro per investimento e 10.000 euro annui per le persone giuridiche. L’investimento massimo è di 5 milioni di euro. (ANSA, 12 luglio 2013).

Giuseppe Vegas, presidente Consob (foto Olycom)

Giuseppe Vegas, presidente Consob (foto Olycom)