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18 luglio 2013 | 19:04

Wikileaks: il giudice non ritira l’accusa di ‘aiuto al nemico’ su Manning

Fonte: Agi
(AGI) Il giudice militare Denise Lind non ha voluto ritirare l’accusa di ‘aiuto al nemico’, che pesa sul soldato Bradley Manning, presunta ‘talpa’ di Wikileaks. Il giovane soldato e’ accusato di aver fornito 700mila documenti riservati al sito di Julian Assange, la fuga di notizie piu’ imponente nella storia degli Stati Uniti. L’accusa di ‘aiuto al nemico’ e’ solo uno degli 11 capi di imputazione a carico di Manning, ma la piu’ pesante perche’ potrebbe costargli l’ergastolo.
La giudice ha deciso a favore del governo statunitense, che sostiene che il soldato americano mise a disposizione di nemici come al-Qaeda informazioni preziose. Secondo le fonti che trascrivono il processo in corso nella base di Fort Meade, in Maryland, Lind ha sostenuto che Manning, 25 anni ed ex analista dell’intelligence in Iraq, aveva ricevuto un preciso addestramento in cui lo si avvertiva che le informazioni ‘sensibili’ che maneggiava erano suscettibili di aiutare il nemico o avversari; e che quelle informazioni su Internet erano accessibili a chiunque.
La legge che regola le corte marziali contempla la possibilita’ di essere accusati di aiuto al nemico anche se questo aiuto e’ avvenuto in maniera ‘indiretta’; i rappresentanti del governo Usa hanno presentato prove che lo ‘sceicco del terrore’, Osama bin Laden, conservasse documenti ottenuti tramite Wikileaks. La decisione del colonnello Lind puo’ creare un importante precedente per il futuro, perche’ secondo i legali di Manning, Wikileaks e’ un’organizzazione giornalistica, il che schiude il rischio che si potrebbero un giorno condannare i quotidiani perche’ pubblicano informazioni riservate su Internet. (19 luglio 2013, AGI/REUTERS/EFE)