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26 luglio 2013 | 10:01

Rcs o mia cara…

John Elkann un anno fa si era preso l’impegno di rimettere in sesto Rcs. Nessuno si aspettava però che il presidente della Fiat arrivasse a sborsare una novantina di milioni per diventare il primo azionista.  Una voglia di partecipare che sta costando cara anche a Diego Della Valle, mentre Urbano Cairo mette il suo chip di 14 milioni per partecipare ai giochi di Via Solferino.

Prima Comunicazione n° 441 -  Agosto 2013

Aveva tutte le stimmate per risultare un inconcludente, sia pure di lusso. Erede di una fortuna incalcolabile ma anche molto impegnativa da dominare, un’aria da arcangelo caduto per sbaglio dal cielo torinese, schivo e con un italiano scorrevole ma non naturale, molti giuravano che non avrebbe retto. E ricordavano i déjà vu di casa Rizzoli e di casa Mondadori, dove le generazioni che avevano seguito i fondatori hanno bruciato in un batter di ciglio quello che i nonni e i padri avevano duramente conquistato lungo tutto una vita.
Invece ci aveva visto lungo suo nonno Gianni quando, nel 1997 – ancora devastato dal lutto per la morte di Giovanni Alberto, figlio di suo fratello Umberto ed erede amato e designato – decise che sarebbe stato quel ragazzo di 22 anni timido e silente, lo sguardo illuminato solo da un bagliore improvviso e imprevisto, alto come un palo della luce, a prendere in mano le redini della baracca di famiglia. Molti allora lo ritennero il gesto insano e tragico di un vecchio che non si rassegnava a chiudere i conti con la vita. La storia di questi ultimi quindici anni dimostra che nonno Gianni aveva ragione. Che ancora una volta il suo formidabile intuito, lo stesso che gli aveva permesso di sopravvivere e di prosperare pur attraversando le tempeste degli anni Settanta e Ottanta, aveva funzionato.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 441 – Agosto 2013