Prima in edicola, Protagonisti del mese

26 luglio 2013 | 9:53

Un progetto ambizioso

Il vice ministro alle Comunicazioni, Antonio Catricalà, in vista del rinnovo della concessione nel 2016, ha deciso di coinvolgere consumatori, sindacati, associazioni dei produttori, la Rai e i suoi concorrenti per ragionare su come vorrebbero il servizio pubblico radiotelevisivo nell’epoca della convergenza.

Antonio Catricalà (foto Studio Franceschin)

Antonio Catricalà (foto Studio Franceschin)

Un mese di grande protagonismo per il neo vice ministro alle Comunicazioni Antonio Catricalà che, passando da un’audizione a un convegno, non ha perso occasione per far pesare il suo ruolo. Ospite d’onore dell’annuale convention dell’Upa, ha sposato la proposta di sgravi fiscali per gli investimenti in comunicazione fino a un tetto del 10% presentata dal presidente dell’Upa Lorenzo Sassoli de Bianchi come cura d’urto per rianimare l’esangue mercato della pubblicità (–18% nel primo semestre). Ma nel frattempo ha aperto i giochi sul rinnovo della concessione del servizio pubblico radiotelevisivo che scadrà il 6 maggio del 2016, sollevando il dubbio sul finora indissolubile binomio Rai-servizio pubblico. Al convegno di Articolo 21 e della Fondazione Di Vittorio che ha inaugurato il dibattito sul tema, Catricalà ha tirato l’affondo: “Dovremo cominciare a capire che non esiste un mondo Rai e non esiste un partito della Rai”, ha detto il vice ministro. “Esiste un servizio pubblico, a cui dobbiamo guardare per l’interesse dei cittadini e non di chi lo svolge”. Per pestare poi ancora più duro: “non c’è una norma costituzionale che vieta al Parlamento di eseguire il servizio pubblico in altro modo”.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 441 – Agosto 2013