Stop all’aumento dei libri scolastici con cd

(ANSA) Stop all’aumento dei libri scolastici e dei Dizionari con allegato un Cd, che era una delle coperture previste al dl sull’Ecobonus. Lo ha annunciato il governo in commissione Finanze della Camera, dove però si è spaccato tra ministero dell’Economia e dello Sviluppo sulla misura alternativa. La norma dovrebbe arrivare a breve Le detrazioni su edilizia ed efficientamento energetico sono coperte nel decreto dall’aumento dell’Iva dal 4% al 21% sui supporti informatici allegati ai libri, sui gadget allegati a riviste e giornali venduti in edicola, e su bevande ed alimenti venduti nei distributori automatici. Le commissioni Finanze e Attività produttive, che stanno esaminando il decreto, avevano chiesto di eliminare almeno il primo aumento dell’Iva che si avrebbe generato un incremento del costo dei libri scolastici a settembre. Oggi in commissione il rappresentante del Tesoro, Pier Paolo Baretta, ha sì confermato che il governo bloccherà l’incremento dell’Iva sui Cd allegati a libri e Dizionari, ma ha proposto due coperture alternative che hanno fatto saltare in piedi il sottosegretario allo Sviluppo, SImona Vicari, anch’essa presente alla seduta: l’incremento dell’accisa sui carburanti o di quella sulla produzione di energia alternativa da impianti superiori ai 20 MW. ”L’Economia può dire quello che vuole – ha detto Vicari visibilmente irritata ai cronisti – il Ministero dello Sviluppo esclude l’aumento delle accise sui carburanti”. In imbarazzo Baretta che, ai giornalisti ha detto di non voler ”né confermare né smentire” il fatto di aver proposto, tra le ipotesi l’incremento delle imposte sulla benzina. ”La copertura sarà trovata collegialmente dal governo – ha aggiunto – intanto la notizia è che non ci sarà un aumento dell’Iva sui Cd allegati ai libri scolastici, e quindi neppure di questi ultimi”. Guerra fratricida anche nella maggioranza sulla copertura alternativa (servono 35 milioni). Il presidente della commissione FInanze, Daniele Capezzone (Pdl) ha proposto un taglio secco ai contributi all’editoria di partito, che andrebbe a colpire il Pd, che ha due giornali, mentre il Pdl non ne ha alcuno. Il Pd, con il capogruppo Marco Causi, ha sposato un emendamento di Sel, presentato la scorsa settimana che aumentava il Preu (Prelievo erariale unificato) sui giochi. La seduta è stata sospesa e riprenderà quando il governo e la maggiroanza avranno trovato una intesa. (ANSA, 26 luglio 2013).

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