Televisione

02 settembre 2013 | 14:41

La Corecom chiede lo stop dei telequiz ingannevoli

(ASCA) ”Un intervento immediato a tutela degli utenti, contro la trappola dei telequiz”. Lo annuncia il presidente del Corecom Abruzzo, Filippo Lucci, coordinatore nazionale dei Corecom italiani.

”Da settimane – sottolinea Lucci – su alcune reti nazionali si assiste alla messa in onda di spot pubblicitari sotto la veste di telequiz, in cui il conduttore pone delle domande talmente semplici da rasentare il banale e, rispondendo alle quali, attraverso un semplice messaggio dal cellulare, si puo’ accedere a ricchi premi. Quello che non si dice, altrettanto chiaramente – obietta – e’ che, una volta inviato l’sms, si attiva sul proprio telefono un abbonamento a servizi dai costi elevati. Questa tipologia di spot vanno ad aggiungersi ad un’affollata selva di programmazioni televisive fatte di maghi e da giochi che pure in maniera differente, fanno tutte leva sugli stessi punti deboli e cioe’ l’ingenuita’ dei consumatori e la speranza di facili vincite”. ”Questa mattina – continua Lucci – ho provveduto a inviare una segnalazione all’Autorita’ garante per le comunicazioni e all’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria, per verificare se sussistono le condizioni di violazione del Codice di autoregolamentazione, per le eventuali azioni sanzionatorie, oppure per chiedere di sospendere la messa in onda di tali spot”. ”E’ il momento di intervenire concretamente: non possiamo piu’ tollerare la reiterazione di tali violazioni – tuona il numero uno dei Corecom – Gia’ in passato, alcune aziende fornitrici di questi servizi e responsabili di spot assolutamente analoghi, sono state tacciate di pubblicita’ ingannevole e multate, ma a quanto pare gli editori televisivi continuano a mandare in onda queste trasmissioni. Nella nostra missione a tutela degli utenti, e’ imperativo segnalare tempestivamente queste situazioni”. Per Lucci sono soprattutto i giovani utenti (ragazzi dai 12 ai 20 anni) a essere coinvolti, rispondendo al quiz con i loro telefonini, spesso del tutto inconsapevoli delle conseguenze a cui possono andare incontro. ”I Corecom vantano molta esperienza in questo ambito – ricorda Lucci – sulla scorta della loro continua attivita’ di vigilanza sulla programmazione delle televisioni locali che ricorrono a queste forme di pubblicita’ ‘facile’ per garantirsi introiti sicuri. Siamo spesso intervenuti per garantire la correttezza delle programmazioni mandate in onda dalle emittenti nazionali e locali – conclude – poiche’ questo rientra nei compiti precipui dei Comitati per le comunicazioni e intendiamo rendere questa attivita’ efficace a favore di ogni cittadino, anche quando sono televisioni nazionali a permettere queste attivita”’.

2 settembre 2013