03 settembre 2013 | 13:00

Condé Nast International crede nell’e-commerce e investe in Vestiaire

Nuovo investimento nell’e-commerce da parte di Condé Nast International, la società del gruppo editoriale americano a cui fanno capo tutte le filiali al di fuori degli Usa. Ieri 2 settembre, il presidente e ceo Jonathan Newhouse ha messo sul piatto 20 milioni di dollari per una quota di minoranza di Vestiaire Collective, sito francese che vende abiti e accessori di lusso usati. La stessa cifra era stata investita da Newhouse in marzo per una quota di Farfecth, piattaforma inglese di e-commerce che vende i prodotti di boutique indipendenti.

Jonathan Newhouse, ceo di Condé Nast International

Jonathan Newhouse, ceo di Condé Nast International

Con Vestiaire salgono a sette gli investimenti fatti da Condé Nast nell’e-commerce negli ultimi due anni, secondo una strategia che punta a creare sinergie tra brand come Vogue, Glamour, Gq e brand di e-commerce che si rivolgono alla stessa fascia alta di mercato e hanno un appeal e un legame di fiducia con gli utenti analogo a quella dei periodici Condé Nast. Lo scenario in cui attualmente il gruppo si muove attraverso il suo braccio internazionale è quello europeo con focus su Uk, Francia, Germania e prossimamente Italia.
Commentando l’operazione di Condé Nast, Patrick Smith del sito inglese The Media Briefing sottolinea come l’e-commerce sia la naturale evoluzione di una linea editoriale focalizzata sul prodotto. Inoltre osserva che la storia di Asos, un popolare sito inglese di e-commerce di accessori di moda, dimostra che gli utenti comprano più volentieri qualcosa di cui hanno letto e su cui si sono informati. Asos infatti ha investito nel matrimonio tra contenuti e tecnologia producendo contenuti editoriali che promuovono i prodotti in vendita, ed è così diventata un’azienda dal peso internazionale chiudendo il 2012 con ricavi per 500 milioni di sterline. Quindi quella di Condé Nast potrebbe essere una strategia vincente: ai lettori delle sue riviste piacciono i prodotti, ma far sì che dopo averne letto gli utenti li comprino on line e con il minor sforzo possibile è la sfida tecnologica che gli editori devono affrontare.
Smith riporta anche una ricerca di Emarketer, società newyorkese specializzata nell’analisi dei mercati digitali, secondo cui nell’e-commerce il trend più importante è la crescita della navigazione da mobile. Emarketer stima che entro il 2017 il mercato degli acquisti on line fatti da smartphone e tablet varrà 17 miliardi di sterline nel Regno Unito e raggiungerà il 26% di tutti gli acquisti. È un segnale importante, perché l’Inghilterra si è sempre dimostrata il Paese in grado di ricevere più velocemente le innovazioni di mercato legate al web.