Cinema, Notizie di agenzia

03 settembre 2013 | 17:11

Alla Mostra di Venezia aumentano biglietti venduti ma calano gli abbonamenti

Fonte: Ansa

(ANSA) Incesto e pedofilia raccontati con immagini choc riflesso estremo di una società in crisi di valori, film che meritavano il concorso e invece sono fuori (Locke con Tom Hardy) o viceversa (Under the skin con Scarlett Johannson), cifre positive per incassi sui biglietti venduti ma meno sugli abbonamenti, alla Mostra del cinema di Venezia superato il primo weekend si tira un sospiro di sollievo: il progetto va avanti, raccoglie consensi e soprattutto dalle parti del Palazzo del cinema si respira un’aria, per quanto possibile, serena. Non ci sono critiche forti, quelle che vengono a galla finiscono per rientrare nel dibattito autoreferenziale che 10 metri oltre il lungomare Marconi del Lido non interessa nessuno. Quest’anno è così: c’è troppa crisi, dentro i film e fuori, pure per fare polemica. ”Ho lavorato tutto l’anno per fare in modo che non ci siano attacchi pretestuosi”, dice il direttore Alberto Barbera. I presunti film scandalo – come Moebius di Kim Ki-duk oggi fuori concorso con un figlio evirato dalla madre per punire il tradimento del marito – non fanno lo scalpore di un tempo, forse perchè il cartellone di Venezia 70 abbonda di opere con tematiche di violenza e sesso. ”La crisi dei valori che poi è la crisi della nostra civiltà finisce per esprimersi nel cinema, permearlo. Non c’è estremismo: gli autori, ciascuno con il proprio stile e provenienti da culture lontane e diverse, raccontano le violenze sociali e familiari effetto del crollo di un sistema che frenava le pulsioni, controllava la società. Quando abbiamo fatto la selezione non abbiamo scelto aprioristicamente di caratterizzare con questi temi, ma si è capito a posteriori che era un filone enorme”, dice Barbera. Poi c’è la crisi economica, quella che a dare una lettura ai numeri che pure sono positivi e danno ”credibilità al progetto”, racconta di una frequenza mordi e fuggi della Mostra del cinema: le cifre di alberghi e ristoranti sono al solito allucinanti (il panino è intorno ai 6 euro per dirne una) ma i vaporetti gratuiti che collegano la Mostra con Venezia sono aumentati, i biglietti venduti portano il segno + (15,9%) e questo mentre diminuiscono gli abbonamenti a tutti i film (910), dunque significa che si viene anche da turisti gratis, si compra il biglietto per un film (se poi si pesca Philomena di Frears è bingo) e si torna via. ”La crisi economica, continua a pesare, è un freno indubbio ad una partecipazione più grande. L’aumento dei biglietti venduti dimostra che la gente ha voglia di venire qui”, risponde Barbera all’ANSA. C’è la sensazione di meno gente in giro? Il direttore s’inalbera: ”Sensazioni opinabili, i dati dicono altro. I registi mi dicono che non hanno mai visto tanta gente e al red carpet mai stati tanti ragazzi in attesa e tanto colore”. Certamente le feste sono in aumento, anche se ad abbondare più che il cibo è il vino. Sembra al ribasso anche la pressione della politica – pure se ieri sono passati per il Lido due ministri, Bray e Kyenge – ma Barbera anche su questo ribatte: ”mai avvertito ingerenze o pressioni. Se poi ci dobbiamo basare sulla quantità dei ministri o sottosegretari in apertura…Ho sempre fatto le mie scelte in autonomia e assoluta libertà, nessuno è venuto a dirmi perché non prendi il mio film, ho scelto con coerenza in base ad un progetto condiviso con la Biennale, inclusa la rinuncia a film con star stellari perché non mi piacevano i film stessi”. Under the skin di Jonathan Glazer, oggi in concorso, sembrerebbe al contrario un caso di questi: la cosa migliore è la bellezza della protagonista Scarlett Johannson e le critiche sono quasi unanimi. Il direttore non commenta, però ammette che ”gli errori nel mettere un film in concorso o fuori sono inevitabili e capitano. La costruzioni di un cartellone sono frutto di tante cose, però mi fa piacere notare che anche Orizzonti quest’anno non passi inosservato”. La Mostra del cinema sta per svuotarsi degli inviati che si trasferiscono al festival di Toronto? ”Questo nodo non c’e’ modo di risolverlo, il calendario è bloccato per entrambi”. (ANSA, 3 settembre 2013)