05 settembre 2013 | 10:53

Un milione di spettatori nel 2012, ma crolla la frequenza media

(ASCA) Il pubblico cinematografico, nel 2012, e’ aumentato di un milione rispetto al 2010. Lo rivela la ricerca ANICA Univideo ”Sala e salotto” presentata oggi a Venezia: a diminuire, negli ultimi due anni e’ stata la frequenza media in sala dei singoli spettatori, non il numero degli individui che si sono recati al cinema. Tutti i dati sull’andamento del cinema in sala presentati sinora davano una diminuzione molto rilevante degli spettatori negli ultimi due anni, con quasi 20 milioni di biglietti venduti in meno. Ma a introdurre una nuova prospettiva e’ stata la ricerca ”Sala e salotto 2013”, realizzata da Ergo Research per ANICA e Univideo in collaborazione con Agis e ANEC e presentata oggi a Venezia nello spazio del Venice Film Market. Attraverso tremila interviste a un campione rappresentativo dell’universo della popolazione italiana sopra i 15 anni si e’ infatti scoperto che le persone fisiche che sono andate almeno una volta al cinema nell’anno 2012 sono aumentate rispetto al 2010 di piu’ di un milione: erano 27 milioni nel 2010 (anno analizzato nella precedente rilevazione di ”Sala e salotto”), sono stati oltre 28 milioni nel 2012. A diminuire (e in maniera considerevole) e’ stata invece la frequenza media delle sale: se nel 2010 si acquistavano in media 4,5 biglietti a testa nell’arco di un anno, nel 2012 si e’ scesi a una media di 3,6 biglietti pro capite. L’altro elemento interessante portato alla luce dalla ricerca e’ il fatto che la maggior parte del consumo cinematografico si concentra in una fascia ristretta di individui: il 19% della popolazione ha acquistato il 69% dei biglietti venduti nel 2012. ”Sala e salotto” ha evidenziato anche il fatto che e’ ancora molto alta la fascia di popolazione che nel 2012 non ha mai messo piede in una sala cinematografica: ben 23 milioni di individui, per la maggior parte donne (56%) con un accentuazione su pensionati e casalinghe, con un eta’ media di 58 anni. Le cause della mancata frequentazione della sala vengono spiegate (nell’ordine) con la fruizione del prodotto filmico nel consumo domestico, con il disinteresse verso i film che si propongono, con il costo del biglietto e l’eccessiva distanza delle sale da casa propria. Colpisce anche la risposta, riconducibile a oltre un milione di persone, che dicono di non andare al cinema perche’ sono sole. I 28 milioni di individui che hanno frequentato le sale nel 2012 ci si sono recati principalmente in auto (l’83%); il 10%, invece, e’ andato a piedi. La ricerca ha poi analizzato i fattori che potrebbero intensificare la fruizione di cinema in sala e le dinamiche di scelta dei film. Ne emerge la grande richiesta di promozioni che agiscano sul prezzo del biglietto, indicata dal 26% degli spettatori come motivo di una maggiore frequenza dei cinema, anche nell’accezione di uno ”sconto” negli ultimi giorni di programmazione dei film. Il 16% lega la possibile intensificazione della presenza in sala a una migliore qualita’ dei film, in particolare di quelli italiani. I canali principali di scelta del film sono il cosiddetto ”passaparola” (27,3%) e i trailer in televisione, stabili al 24,5% rispetto alla precedente rilevazione effettuata nel 2011. Crescono naturalmente le scelte compiute attraverso gli strumenti web, ma anche quelle sui periodici specializzati, mentre diminuiscono le scelte operate attraverso i quotidiani, sia attraverso i tamburini (dal 19,2% del 2011 al 12,6% del 2013), che attraverso le recensioni (dal 12,6 al 10,8%). Da notare anche la minore presa in considerazione delle presentazioni dei film con ”ospitate” di attori o registi all’interno di programmi tv (dal 10,3 al 7,7%). ”Sala e salotto 2013” ha compiuto anche un approfondimento del consumo di cinema tra i navigatori di Internet e la relativa fruizione di film in altri contesti distributivi. Se ne evince che coloro che hanno dimestichezza con il web vanno piu’ spesso al cinema e sono i maggiori noleggiatori e acquirenti di film in home video. 5 settembre (ASCA)