05 settembre 2013 | 16:46

Profitti con la social media generation. BuzzFeed ora fa soldi

È ufficiale: Buzzfeed fa profitti. Il sito web newyorkese combina tecnolgie per cercare contenuti virali a una base giornalistica che seleziona argomenti. Il suo motto è “tutto il web virale in tempo reale”.

Genera contenuti con l’obiettivo primario di farli condividere sui social network. Di fatto, il 75% delle persone visita il sito per cercare qualcosa da postare sul proprio social preferito.

Pubblica le famose “listicles”, fusione tra liste e articoli. E sono contenuti di questo tipo: “le 10 gif con gattini più divertenti della settimana”, “i 20 errori grammaticali su Twitter più memorabili”, “i 12 avvistamenti paranormali del 2012″. Sono più di 85 milioni di utenti unici ed è uno dei siti giornalistici più visitati al mondo.

Matthew Ingram, uno dei massimi esperti di giornalismo digitale, ha scritto su PaidContent che “BuzzFeed è il peggiore incubo per l’industria editoriale”.

Ci ha messo 7 anni, e ora BuzzFeed è sostenibile. Il fondatore Jonah Peretti lo ha comunicato la notte scorsa in una nota interna via LinkedIn, individuata da Patrick Smith sul Media Briefing. Fondato nel 2006, ha visto moltiplicare il suo traffico di anno in anno:  triplicato dal 2012 e cresciuto di otto volte dal 2011. L’anno scorso ha raccolto finanziamenti da venture capital per 45 milioni di dollari.

Peretti ha costruito tutto da zero, dalla redazione (che ora conta 300 dipendenti) alla tecnologia che scruta il web alla ricerca di articoli virali. Secondo Ingram è un’”entità editoriale che adesso è in grado di competere con i colossi giornalistici”.

In quattro anni è passata da non avere fonti di guadagno a 700 link sponsorizzati delle maggiori compagnie pubblicitarie del mondo. Peretti vanta di avere “il maggior numero di esperti di contenuti sociali rispetto a qualunque altra società”. Così BuzzFeed è diventato un metodo per influenzare i nativi digitali.