09 settembre 2013 | 18:16

I giornalisti più potenti si separano dalle testate. La vicenda di AllThingsD

Kara Swisher è uno degli editorialisti più influenti nel mondo della tecnologia e una delle firme più prestigiose di AllThingsD, del Wall Street Journal. Assieme a WaltMossberg, organizza D, conferenza nella quale si incontrano i pesi massimi della tecnologia. Michael Wolff su Usa Today di oggi 9 settembre, pone alcuni problemi a proposito dei “media heroes”.

Negli anni è diventata una protagonista, tanto da rendere la sua presenza una fonte d’incaassi per le media company. Adesso però questa forza è cresciuta troppo e il team di AllThingsD sta pensando di rendersi indipendenti e separarsi dal quotidiano di Wall Street e da News Corp. Vogliono creare un brand che entri in competizione con i siti collegati a D. Kara Swisher infatti non è assuta dal Wsj e il suo contratto scadrà a fine anno.

È questo uno dei risvolti di uno dei mutamenti in corso, quando i giornalisti diventano “imprenditori di sé stessi”, si instaura un conflitto di interessi, commenta Wolff su Usa Today. Swisher punta tutto sui rapporti che ha stabilito negli anni e sulle indiscrezioni che solo lei riesce a ottenere. La vicenda di AllThingsD va avanti da agosto. Anche se News Corp. afferma che non è in vendita, il team ha riferito di aver ricevuto un’offerta da Comcast per entrare a far parte di un canale concorrente.

Sul web sono sempre di più i giornalisti che acquisiscono tale fama da poter essere concorrenti con il brand. È il caso di Nate Silver, ex blogger del New York Times. È il prodigio statistico che ha predetto entrambe le volte l’elezione di Obama e a luglio ha abbandonato il quotidiano per approdare a Disney, proprietaria di Espn e Abc,