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10 settembre 2013 | 10:09

La pay tv in Italia è un grande affare, Mediaset e Rcs non ci interessano. Lo dice James Murdoch, presidente Sky

Fonte: Ansa

(ANSA) ”Nel 2003 molti osservatori dubitavano della possibilità di fare della pay tv in Italia un business profittevole: ma noi credevamo in questo Paese e continuiamo a crederci”. Lo ha detto James Murdoch, presidente di Sky, intervenendo dal palco del Teatro Franco Parenti dove stasera è stata presentata la prossima stagione della pay tv. ”Chi ne dubitava non vedeva il potenziale dell’Italia e degli italiani – ha detto ancora -. Noi invece sì e in questi 10 anni abbiamo investito oltre 10 miliardi di euro nel sistema economico del Paese, di cui 6 miliardi in contenuti e tecnologia”. ”Oggi Sky – il brand, l’azienda e le sue persone – rappresenta per gli italiani molto di più di una straordinaria TV – ha continuato Murdoch -. La gente ci dice che Sky è diversa, speciale, eccellente. Questo perché tocca quotidianamente la vita delle persone”. Murdoch ha poi ringraziato gli inserzionisti ”che credete in noi, in ciò che facciamo, e continuate a investire in Sky per raggiungere i vostri target”. ”Il nostro obiettivo – ha detto Andrea Zappia ad di Sky Italia – è fare la differenza nel panorama televisivo italiano”. La serata è stata presentata da Ilaria d’Amico e da Alessandro Cattelan. (ANSA, 9 settembre 2013).

James Murdoch (foto Olycom)

James Murdoch (foto Olycom)

 

(ANSA) Nessun interesse sul dossier Mediaset da parte del gruppo Murdoch. Alla presentazione dei palinsesti Sky a tagliare corto sul tema non è il tycoon Rupert ma il figlio James. Il presidente dell’emittente satellitare lo ribadisce, come già fatto in passato e in più di un’occasione dal padre, e spiega che “è concentrato su Sky Italia”. Tema diverso ma risposta identica anche per Rcs: “Non credo che siamo interessati ad entrare”, è la replica sfumata. Su via Solferino, al termine dell’aumento di capitale con il rafforzamento di Fiat, erano circolate diverse indiscrezioni di una possibile alleanza allo studio col magnate dei media anche alla luce dell’ ingresso di John Elkann nel board di New News Corp, la divisione editoriale che include il Wall Street Journal e HarperCollins. Il presidente del Lingotto aveva però respinto l’ipotesi. D’altro canto, come ammesso al recente Forum Ambrosetti di Cernobbio, dallo stesso a.d di Rcs, Pietro Scott Jovane “e’ più lunga la lista di quelli con cui chiacchieriamo di quella con cui non chiacchieriamo”. Quanto invece a Mediaset sono anni che il nome di Murdoch viene accostato al gruppo di Cologno Monzese. Nel 1998 fu il veto dei figli del Cavaliere, secondo più di una ricostruzione, a non consentire la vendita al magnate di origine australiana. L’anno dopo fu Marina Berlusconi a spiegare che Mediaset non era scalabile e che la quota di controllo era saldamente in mano. Nel 2001 fu, invece, lo stesso Murdoch a smentire un interesse. In anni più recenti, si parla del 2010, sul tema Pier Silvio Berlusconi replicò ad un azionista in assemblea affermando: “non è all’ordine del giorno una decisione di questo tipo (la vendita a Murdoch ndr), nè oggi nè in futuro”. (ANSA, 9 settembre 2013)