Mercato, Pubblicità

11 settembre 2013 | 10:42

Negli Usa il mercato pubblicitario cresce da sei quadrimestri consecutivi

Nel secondo quadrimestre 2013 la spesa totale nell’advertise è aumentata del 3,5% rispetto allo stesso periodo del 2012. Da giugno ad agosto 2013 la spesa totale è stata di 35,8 miliardi di dollari. I dati sono rilasciati il 9 settembre da Kantar Media, network di consulenza strategica in campo pubblicitario. I dati complessivi dei primi sei mesi dell’anno in corso descrivono una crescita del 2% che, quantificati in 68,9 miliardi di dollari. La notizia viene da Publicitas.

La crescita è guidata da due fenomeni non comuni, commenta Jon Swallen, chief research officer di Kantar Media per il Nord America. Il primo: l’anno scorso c’è stata una deflazione nel mercato. Gli attori principali nella pubblicità hanno conservato il loro budget in vista degli investimenti per le olimpiadi estive. Per questa ragione la crescita di quest’anno, paragonata a quella del 2012, appare maggiore. Il secondo: quest’anno ci sono più playoff dell’Nba e questo implica più spazi pubblicitari. Senza questi due fattori, la crescità sarebbe inferiore di circa un punto percentuale.

Il mercato pubblicitario su Internet è cresciuto del 4,1%, rispetto al secondo quadrimestre del 2012. Senza tener conto dell’advertise dei video e sul mobile, la crescita è comunque significativa. Gli investimenti dell’industria dei viaggi e del turismo in questo periodo sono stati importanti, ed è naturale nel periodo analizzato da Kantar Media, a ridosso delle vacanze.

La diffusione magazine generalisti è aumentata dell’1,9% ma gli spazi pubblicitari sono diminuiti dell’2,1%. Stessa cosa per i Sunday Magazine: una crescita del 4,1% ma una diminuzione del 6,3 delle pagine con pubblicità.

Nel secondo quadrimestre 2013 i quotidiani continuano a perdere terreno. I quotidiani locali hanno perso il 4,3, a causa dell’assottigliamento dei budget dei rivenditori d’auto, dei servizi finanziari e del mercato retail. I quotidiani nazionali hanno perso lo 0,5%. In questi casi però si fa riferimento solo alle edizioni cartacee.