11 settembre 2013 | 11:24

L’editore tedesco G+J punta milioni di euro sul digitale: è una transizione da pensare nel lungo periodo

Finora il mercato editoriale tedesco è stato immune alla crisi. I lettori tedeschi sono fedeli ai quotidiani cartacei. Ma, nell’ultimo anno le cose sono cambiate. Anche in Germania è iniziata l’erosione delle vendite e lo spostamento del pubblico verso le news online. E gli investitori pubblicitari si stanno comportando di conseguenza.

Gruner+Jahr, gruppo editoriale che pubblica Stern, Brigitte e possiede il 74,9% di Bertelsmann impiega 12 mila persone in tutto il mondo. Ha annunciato di “voler investire milioni di euro nel digitale nei prossimi 3-5 anni. La transizione avverrà gradualmente”,  lo ha comunicato martedì 11 settembre all’agenzia Reuters.

G+J ha chiuso l’anno scorso il Financial Times Deutschland, per le grosse perdite accumulate nei 12 anni in cui è stato pubblicato, ma nega che la transizione comporterà licenziamenti. “Ci saranno via via nuove assunzioni e il digitale porterà un significativo aumento dei posti di lavoro”, comunica Julia Jaekel, ceo del gruppo.

Anche Axel Springer ha deciso di intraprendere una strada simile. L’editore della Bild, il tabloid più venduto d’Europa e del settimanale conservatore Die Welt, ha deciso di vendere i suoi quotidiani locali, 5 programmi tv e due magazine televisivi per incassare 920 milioni di euro e avere liquidità da investire nel digitale.