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17 settembre 2013 | 10:27

Investimenti pubblicitari (Nielsen) luglio 2013

Il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia a luglio 2013 chiude a -5,4%, facendo registrare un dato cumulativo dei primi sette mesi dell’anno pari a -16% (il semestre si era chiuso a -17,4%). Lo dicono i nuovi dati diffusi oggi da Nielsen.

“I dati indicano qualche timido segnale di ripresa, peraltro non inaspettato, vista la situazione particolare con cui si confonta la tendenza dell’anno sulla seconda metà”, spiega Alberto Dal Sasso, advertising information services business director di Nielsen. “Il peggioramento della crisi, infatti, era iniziato proprio a luglio 2012 (-18,4% tendenziale) dopo un primo semestre a -9,6% rispetto allo stesso periodo del 2011, per poi proseguire costantemente fino alla fine dell’anno intorno a -20%”.

La Stampa continua il momento di difficoltà sul singolo mese e sul cumulato, dove registra un calo del -24,1% (gennaio – luglio), sia per i quotidiani che per i periodici. La TV, dopo 21 mesi consecutivi in terreno negativo, torna leggermente in attivo nel suo insieme (+1,6% a luglio), con andamenti differenziati al suo interno, ma tutti in netto miglioramento rispetto ai mesi precedenti. Il cumulato rimane in ambito negativo a -15%. La Radio chiude a -12,7% rispetto ai primi sette mesi del 2012 (il semestre si era chiuso a -14,4%).

Internet (relativamente al perimetro monitorato da Nielsen), dopo quattro mesi consecutivi in calo, segna un’inversione di tendenza sul mese, che chiude a +5,1%, portando il cumulato a -2,2%. Andamenti differenti ancora negativi per il macro comparto Outdoor e forti difficoltà per il Cinema nel singolo mese, in linea con quanto si registra per il cumulato. Il Direct Mail migliora di poco la sua performance pur rimanendo ancora vicino ai dati dei mesi precedenti.

“Come previsto da più parti”, continua Dal Sasso, “la seconda metà dell’anno potrebbe lentamente migliorare, se non altro per il rimbalzo tecnico. Rimane però l’incertezza dal punto di vista politico economico, che rende difficili ulteriori previsioni”.

Per quanto riguarda i settori merceologici, si segnalano ancora segnali positivi, seppur deboli. Grazie a un’interessante ripresa della comunicazione da parte dei big spender, le Telecomunicazioni tornano in positivo sul mese (+16,5%, pari a una crescita di circa 5 milioni di euro). Relativamente al mese di luglio, crescono anche i settori Media ed Editoria (+13,7%) e la Distribuzione (+2,6%). L’Informatica continua a registrare dati positivi e per la prima volta nell’anno anche le Bevande (+2,4%) e la Cura della persona (+2%).

“Anche se nel periodo gennaio – luglio i primi dieci investitori sono ancora in forte contrazione con una media di -17,5%, e tra questi una sola azienda in crescita”, aggiunge Dal Sasso, “nel mese di luglio alcuni big spender hanno spinto sull’acceleratore della comunicazione. E’ il caso della Telefonia, trainata sia dall’entrata di un nuovo player che dalla ripresa delle aziende tradizionali, ma anche della Distribuzione, all’interno della quale si registrano crescite interessanti su più insegne, sia del largo consumo che dell’elettronica. Data la bassa stagionalità di agosto per il mercato dell’advertising i segnali più chiari sull’andamento della fine dell’anno e dei primi mesi del 2014 si avranno con settembre, anche alla luce di un eventuale diradarsi delle condizioni di incertezza economica”.

Qui, in un unico file, la nota, la tabella sugli investimenti per tipologia di media, la tabella sui settori di investimento.

“In generale i mesi estivi sono poco importanti per gli investimenti”, commenta Alberto Dal Sasso. “Luglio e agosto rappresentano infatti il 3%-5% sul totale annuo, mentre più significativi saranno i risultati di settembre e ottobre. Tuttavia, vedere qualche segnale positivo già da luglio è confortante. Da segnalare sono i miglioramenti di tv e internet, che speriamo contagino in positivo tutto il mercato. Il cinema, invece, è ancora in assoluta difficoltà. In merito alle previsioni di fine anno si possono confermare numeri attorno al -12%/-13%, anche se una nuova incertezza governativa potrebbe avere ripercussioni anche sul mercato pubblicitario”.