17 settembre 2013 | 11:56

Crowdfunding fai da te. Strumenti e tecniche per autofinanziarsi

Il crowdfunding è un metodo sempre più utilizzato per realizzare un progetto e uno degli strumenti delle startup giornalistiche per finanziarsi. Kickstarter e Indiegogo sono le piattaforme più utilizzate per questa forma democratica di raccolta fondi.

Ma i siti di microfinanziamento non sono gratuiti, hanno un loro business: le commissioni si aggirano intorno al 5%. Paul Spinrad su Pbs Mediashift spiega come essere “Kickstarter di se stessi”.

Svincolarsi dalle piattaforme e gestire il crowdfunding sul proprio sito web è più faticoso ma, oltre ad azzerare le commissioni, permette di creare un rapporto migliore con i sottoscrittori e dialogare con loro per nuove campagne. Inoltre soluzioni ad hoc permettono di adattarsi meglio alla propria identità culturale. Ci sono due tipi di soluzioni: creare una sezione del proprio sito o un portale web specifico. Ecco gli strumenti segnalati da Spinrad:

1. Plug-in per WordPress.

È la via più semplice. Moltissimi siti sono basati su WordPress. È gratuito e i plug-in offrono strumenti pronti all’uso per il crowdfunding.
Il vantaggio immediato è la possibilità di calibrare i costi di commissione: se dai tool analitici emerge che un utente non è disposto a pagare il 5% standard di commissione, si può ipotizzare di ridurla all’1% e, se funziona, l’incremento degli incassi è del 20%.

IngnitionDeck è la prima soluzione completa per WordPress e quella più sperimentata. Ma ha un costo, 79 dollari. Si appoggia a PayPal ma, con un’estensione è possibile farlo funzionare con WePay, Stripe e BitCoin.

Austoundify, è gratuito e open source ed è compatibile con PayPal, WePay e altri. Per chi non ha tempo o voglia di costruire un proprio tema, su ThemeForest sono disponibili soluzioni complete che si interfacciano al plug-in: vanno da 45 a 60 dollari.

Da segnalare inoltre Fundraising e Funding press. Quest’ultimo è la soluzione più diretta: è sufficiente installare il tema senza fare altro, e la campagna può partire. Costa 55 dollari.

2. Piattaforme fai da te

Si chiamano soluzioni PaaS (platform as a service). Con un abbonamento mensile queste piattaforme permettono di creare un minisito per la propria campagna: le interfacce si possono personalizzare anche senza toccare il codice.
Da segnalare c’è CrowdfundHQ, Crowdhoster e GoodCleanFund. Sono siti per campagne stand-alone, ovvero pensate per ospitare il finanziamento di un solo progetto. Per gestire più raccolte invece si può utilizzare Hybrid Funding, Invested.In, Mimoona e Towema.

3. Software gratuiti
Sono le soluzioni ideali per i programmatori e chi è in grado integrare questi programmi nel proprio sito. Le più note sono Selfstarter e Catarse e hanno già finanziato campagne per milioni di dollari.