Parte dal web la protesta contro l’uso del corpo femminile in pubblicità

(ANSA) A Torino un movimento di protesta nato via internet, ha fatto in modo che venisse rimossa una pubblicità dai cartelloni della città, dove una piccola azienda locale produttrice di sanitari ritraeva una donna in posizioni provocanti. A Milano il Comune ha approvato una delibera di Giunta con delle regole che permettono di valutare i messaggi da affiggere sugli spazi della amministrazione comunale. A Rimini e’ stato firmato un protocollo tra istituzioni e agenzie pubblicitarie per sensibilizzare sul tema della discriminazione tra generi. Parte soprattutto dal web e dai social network la lotta agli stereotipi di genere e alla discriminazione delle donne. Di questo movimento, che Lorella Zanardo, scrittrice e documentarista autrice del documentario ‘Il corpo delle donne ‘, ha definito ‘attivismo anonimo’, si è parlato oggi a Milano in un dibattito. Sette Comuni italiani (Enna, Genova, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Venezia e Milano) si sono confrontati su cosa stanno facendo rispetto al tema della pubblicità e della comunicazione discriminatoria nei confronti della donna e lesiva della sua dignità. “Attraverso l’uso di blog e social network molte giovani donne e anche qualche uomo hanno creato un movimento di innalzamento della consapevolezza rispetto al tema della discriminazione di genere” – ha spiegato Zanardo. Ad Enna, ad esempio, si sta puntando sulla formazione nelle scuole, a Genova sulla modifica del piano generale degli impianti pubblicitari e la realizzazione di un concorso di idee aperto a giovani pubblicitari per una pubblicità non lesiva.(ANSA, 17 settembre 2013).

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