17 settembre 2013 | 10:01

Tra giornalisti e algoritmi. Che cos’è Medium e che futuro può avere?

Per i suoi fondatori è il futuro dei media online. Medium è la creatura di Biz Stone ed Evan Williams e di Biz Stone, due ex fondatori di Twitter. È una piattaforma simile a un magazine, ma chiunque può scriverci: sono gli algoritmi e i redattori a trovare i pezzi migliori e organizzarli.
Matthew Ingram su Giga.om racconta il dibattito che questa nuova piattaforma per la pubblicazione di contenuti. Una delle storie più lette dell’ultima settimana si è rivelata falsa. L’irruzione dell’Fbi nella casa di uno scrittore di San Francisco, motivata dalle sue ricerche su Google era del tutto campata in aria.
Per i detrattori Medium non è che una discarica per articoli scadenti ma, si chiede Ingram nel suo articolo: “perché Evan Hansen, ex redattore di Wired ha preso parte a tutto questo?”
“È la gente che vuol pubblicare spazzatura”, si giustifica Evan Williams in un’intervista a Techcrunch. Nonostante ciò la piattaforma di Medium riesce a dar rilievo a contenuti altrimenti nascosti. D’altronde c’è spazzatura su Twitter e c’è spazzatura nei blog. Il sistema deve funzionare così: se c’è qualcosa di interessante allora viene valorizzata”. Questa però non è un’argomentazione che soddisfa Ingram: “se ciò fosse vero, perché ai lettori dà fastidio trovare spazzatura su Medium?”.
Gli algoritmi della piattaforma raccomandano gli articoli più adatti ai gusti del lettore, ricavati dai contenuti sui quali un utente si sofferma per più tempo. Per invitare a produrre post, Hansen e Kate Lee (un’ex agente letteraria ora a Medium) hanno pensato di commissionare alcune storie a scrittori professionisti. per ora non si sa in che modo potranno essere pagati.
L’intento di Williams è di fondere il modello dell’Huffington Post con il look dei magazine, riordinando i contenuti con algoritmi proprietari. Per Ingram i contenuti curati e articoli scritti da chiunque sono due concetti potenzialmente in conflitto, che possono generare sfiducia nei lettori e minare il modello di business di Medium, ma la possibilità di far impaginare in modo automatico qualunque articolo, che poi viene indicizzato piattaforma, può essere molto interessante per gli investitori pubblicitari nell’ottica del native advertising.
Evan Williams però ha molto tempo per sperimentare perché, non appena Twitter sbarcherà in borsa, diventerà miliardario e non dovrà preoccuparsi della sostenibilità economica di Medium.