18 settembre 2013 | 13:29

Decalogo e deontologia dei social network secondo Anna Masera

Ieri, 17 settembre, Anna Masera ha pubblicato il suo decalogo sull’uso dei social network. È il documento di riferimento per i giornalisti della Stampa, dove Masera è social media editor.
Scritto nel gennaio 2012, è stato divulgato ora anche per ricevere commenti e suggerimenti dai lettori.

Riportiamo le dieci regole del documento, la versione integrale è disponibile su lastampa.it:

1) I giornalisti de La Stampa che intendono utilizzare i social networks per conto del giornale saranno inseriti nelle pagine dedicate del sito web*. In tale caso La Stampa garantisce assistenza legale, previa adesione al decalogo.

2) I giornalisti de La Stampa sono tenuti a identificarsi come tali se utilizzano i loro profili per lavoro (e non solo per interesse personale).

3) Le notizie vanno date prima al proprio giornale, cartaceo o digitale.

4) Una proposta rifiutata dall’edizione cartacea perché considerata non adeguata alla linea del giornale, manterrà naturalmente la stessa inadeguatezza anche sulle piattaforme digitali.

5) E’ proibito divulgare sui social media notizie che La Stampa non ha ancora pubblicato, non importa in quale formato (per es. anticipare articoli in uscita il giorno dopo in edicola). Fanno eccezione i casi in cui ci sia un’esplicita scelta della direzione di promuovere in anticipo contenuti destinati all’edicola .

6) E’ proibito pubblicare nel proprio profilo materiale di proprietà de La Stampa o confidenziale (per es. lettere aziendali interne, o comunicati del CdR).

7) E’ bene linkare i contenuti de La Stampa, non è bene farne il copia e incolla sulle proprie pagine personali (soprattutto senza link alla fonte).

8) E’ bene tenere presente che tutto ciò che si pubblica su Internet rischia di essere permanente e può essere rintracciato dai motori di ricerca in ogni sua singola parola anche molti anni dopo la pubblicazione.

9) I giornalisti de La Stampa sui social networks devono sapere che qualsiasi informazione personale che rivelano di sé o dei loro colleghi può essere associata al nome della Stampa.

Ormai è risaputo che su Internet niente è davvero privato: quindi bisogna impostare con cura le scelte per la privacy (per esempio su Facebook * ) * Saranno fornite istruzioni a riguardo per chi le richiedesse.

10) I giornalisti de La Stampa devono tenere presente che qualsiasi opinione esprimano sui social networks può danneggiare la reputazione e la credibilità del loro giornale. Si raccomanda di applicare buon senso e professionalità.

E’ bene dichiarare sempre che le opinioni che si esprimono sono personali, ma è bene anche tenere conto che parlare male di chiunque ha sempre conseguenze negative sia per i giornalisti che per la testata. Sono altamente scoraggiati i battibecchi.

Quando si interagisce con il pubblico sui social networks e nello spazio riservato ai commenti nei blog è buona prassi ringraziare quando le critiche sono giuste e rispondere puntualmente a quelle sbagliate per ristabilire la verità, ma sempre con educazione: anche quando gli interlocutori sono a dir poco maleducati.

Nel caso i giornalisti siano vittime di attacchi di “troll”, sono invitati a segnalarlo all’azienda, e – nel frattempo – a ignorarli.