Televisione

23 settembre 2013 | 10:31

Il presidente della Bbc al Prix Italia: “Stop ai privilegi delle emittenti pubbliche”

(ANSA) “Per le emittenti radiotelevisive pubbliche nazionali il futuro deve essere un Rinascimento: devono reinventarsi per il XXI secolo, devono trovare il modo di sopperire ai vincoli dei finanziamenti, sfruttando allo stesso tempo al massimo le nuove tecnologie e imparando a competere con i nuovi attori sul mercato. Penso che sia possibile, ma non è affare da pusillanimi”. E’ il messaggio lanciato dal presidente della Bbc, Lord Patten of Barnes, nel suo intervento al Prix Italia di Torino. Nuovi progetti, sfide e difetti da correggere, tra cui privilegi e maxi-compensi, sono stati al centro di una Lecture in cui Lord Patten ha ripercorso la storia del grande operatore britannico, ma ha soprattutto tracciato gli scenari futuri. “Sospetto che niente tenga svegli la notte le diligenti emittenti radiotelevisive pubbliche quanto l’avanzata del cambiamento digitale”, ha sostenuto. I nuovi attori, come Google o giganti delle tlc come British Telecom – ha proseguito – “sono riusciti a minimizzare la Bbc sia da un punto di vista delle dimensioni che del reddito. Non solo queste new entry sono grandi, ma sono anche ricche, innovative e veloci sul mercato. Ai consumatori piacciono i loro prodotti e servizi. Questo è il nuovo panorama in cui le tv pubbliche devono trovare il proprio posto, un panorama in cui le vecchie barriere all’ingresso sul mercato stanno rapidamente scomparendo”. “Con l’esplosione della concorrenza – ha aggiunto il presidente della Bbc -, le entrate delle tv pubbliche si sono ridotte, talvolta drasticamente, sull’onda della crisi del debito sovrano e delle banche”. “Sta ai governi agire in modo assennato”, ha precisato stigmatizzando il caso della tv greca, chiusa da un giorno all’altro. “L’indipendenza dallo Stato – ha però avvertito – è al centro della proposta di servizio pubblico e dobbiamo custodirla gelosamente. Dovrebbero farlo anche i politici, se sono seri quando parlano di libertà e democrazia”. Lord Patten ha ricordato che “la Bbc resta il più fidato fornitore di notizie nel Regno Unito: quasi il 60% del pubblico indica che la Bbc è una delle fonti di cui ha più fiducia”. Non ha mancato di criticare, però, i privilegi di cui godono i dirigenti del servizio pubblico, non solo in Gran Bretagna. “Per lungo tempo la sicurezza dei finanziamenti – ha spiegato – ha creato un’elite in questo settore. Questa elite godeva, e in alcuni casi gode ancora, di un lavoro sicuro, retribuzioni elevate e pensioni generose. Chi paga il canone non si aspetta questi compensi. La Bbc ha capito e ha agito di conseguenza. Le retribuzioni dei dirigenti stanno diminuendo. I premi del direttore generale sono stati tagliati di circa il 50%. Le pensioni sono state riformate. La sanità privata è stata eliminata. Ma c’è ancora molta strada da fare. Ci sono ancora troppi manager senior, circa il 2,5% della forza lavoro, in base agli ultimi dati. Vorrei che questo dato scendesse a un più adeguato 1%, al massimo entro il 2015″. (ANSA, 22 settembre 2013).

Lord Patten, presidente Bbc (foto Olycom)

Lord Patten, presidente Bbc (foto Olycom)