24 settembre 2013 | 10:45

Ernesto Mauri (ad Mondadori) apre il Fipp Congress: il futuro dei magazine passa da un cambiamento culturale, il digitale non è una minaccia ma un’opportunità

Al via oggi a Roma la trentanovesima edizione del Fipp World Magazine Congress, l’appuntamento in cui i rappresentanti dei media internazionali si confrontano sulle opportunità offerte dal digitale e sulle strategie per fronteggiare le nuove sfide del mercato. Ad aprire i lavori l’amministratore delegato di Mondadori, Ernesto Mauri, che insiste sulla necessità di reinterpretare il mestiere dell’editore in modo più contemporaneo. Ecco qualche estratto del suo discorso:

Voglio dare il benvenuto a ciascuno di voi al 39° Fipp World Magazine Congress di Roma in una triplice veste: come cittadino italiano, come amministratore delegato del Gruppo Mondadori, che rappresento, e come veterano dell’editoria, a nome di tutti coloro che amano il mondo dei magazine e credono nel loro futuro.
Andiamo subito al dunque. La rivoluzione digitale e la crisi mondiale hanno stravolto il mondo in cui noi operiamo. I social network e i device mobili – smartphone e tablet – hanno generato una nuova piattaforma universale di contenuti, contatti ed eventi cambiando definitivamente i comportamenti di consumo delle informazioni e la dieta mediatica in generale: i media tradizionali non sono più il principale mezzo di riferimento per i lettori/consumatori. A ciò si aggiunga l’effetto della crisi economica, che ha ridotto drasticamente gli investimenti pubblicitari. Il modello classico, basato su circulation e advertising, non è più sufficiente a garantire una redditività soddisfacente.

Lo stato di salute dei periodici oggi: cali delle diffusioni, forte contrazione degli investimenti pubblicitari e nuovi concorrenti. In altre parole: la tempesta perfetta.
È difficile, se non impossibile, trovare nei mercati maturi esempi di crescite diffusionali: registriamo infatti cali generalizzati se non chiusure di testate: un simbolo per tutte, Newsweek, dalla copia cartacea al solo online alla fine dello scorso anno.

Per uscirne le formule sono diverse a seconda del Paese e del pubblico. Ci sono nel mondo storie di successo e di molte sentiremo parlare in questi due giorni. Contenuti di qualità su tutte le piattaforme possibili, con particolare attenzione a quelle mobili e video. Ma soprattutto, sperimentando nuovi modelli di business, perché quelli vecchi – per le ragioni che abbiamo visto – non potranno più funzionare.

Nel settore dei magazine i nostri colleghi tedeschi hanno indicato una strada interessante. Hanno sviluppato i loro brand su tutte le piattaforme digitali, ma siccome questa operazione da sola non sarebbe stata sufficiente per compensare il declino della stampa cartacea, hanno diversificato le attività digitali, per esempio verso e-commerce, servizi e directory, moltiplicando così le fonti di reddito e fornendo al contempo risorse di valore per il loro utenti. Con questa operazione la quota del digitale sui fatturati è del 30% e l’obiettivo è raggiungere il 50% entro i prossimi tre anni, con elevati livelli di profittabilità.

Il digitale non è più una minaccia, ma un’opportunità. Il digitale è il terreno sul quale coltivare la crescita del futuro, ma è indispensabile definire nuovi modelli:
- indirizzarsi verso una vera multicanalità che non sia fatta di mera replica degli stessi contenuti su più piattaforme.
- interpretare il nostro mestiere in modo più moderno e contemporaneo, per soddisfare le mutevoli ed enormi esigenze del lettore/consumatore più rapidamente.
- imparare a usare meglio i nostri brand al di fuori degli ambiti tradizionali in cui è nato e si è sviluppato.

La sfida più difficile è comunque già iniziata: cambiare l’organizzazione, i processi, la cultura delle nostre aziende. Questi sono i pilastri delle media company che saranno competitive domani.

Ernesto Mauri apre il Fipp Congress 2013

Ernesto Mauri apre il Fipp Congress 2013