24 settembre 2013 | 17:56

Quando i lettori sono parte della redazione: il caso del magazine Olivia

Olivia, il magazine finlandese di Bonnier publications ha un modello di business interessante  perché è interamente basato sul crowdsourcing, ovvero ha costruito una piattaforma in grado di coinvolgere gli utenti nel processo editoriale.

Rachel Bartlett su Journalism.co.uk racconta la storia del magazine, ripercorsa dalla ceo di Bonnier,  Marjaana Toiminen, al Fipp congress 2013 di Roma.

Il periodico è un magazine femminile. Ogni anno, il numero di febbraio è realizzato in crowdsourcing. Nel 2014 ci sarà la quarta edizione dell’esperimento. L’innovazione principale di Olivia è la piattaforma Omaolivia, e non si limita alla produzione di contenuti, ma permette al pubblico di prender parte alle decisioni della redazione: dalle domande da porre in un’intervista alle foto da scegliere.

La comunità del periodico può interagire sull’orientamento da dare a un articolo, che verrà scritto dai giornalisti, oppure sono gli utenti stessi a proporre un titolo.

Toimien ha imparato molto da quest’esperienza. Prima di tutto, che è necessario dare agli utenti una ricompensa per il loro sostegno. E gli utenti di Olivia hanno vere e proprie cariche, vanno da assistente a caporedattore. Variano in base al grado di coinvolgimento.

Il coinvolgimento è rivolto anche all’industria pubblicitaria, che può lanciare le proprie sfide su Omaolivia: può proporre contenuti sponsorizzati e l’investitore può partecipare alla scrittura oppure può scegliere di posizionare un banner al termine dell’articolo.

Il prodotto finale viene diffuso nelle edicole e la sua performance è buona: chi ha contribuito al numero sente “il privilegio e l’entusiasmo” di acquistare il numero, commenta Toimien. La ceo dell’editore però è consapevole del fatto che “il progetto non cambierà il destito nell’editoria”, ma ha dimostrato di essere un efficace strumento di pubbliche relazioni per un brand, la combinazione di una forma avanzata di coinvolgimento del lettore e di una piattaforma adeguata alla collaborazione ha funzionato.