Un antico vizio

Nini Briglia

Nini Briglia

Avrebbero potuto godersi una dorata pensione, invece Nini Briglia e Gianni Vallardi non hanno saputo resistere all’antico vizio di stare sul palcoscenico editoriale e si sono comprati la Reed Business Information Italia, società di editoria professionale e di servizi alle aziende. Ecco come pensano di riorganizzarla e riportarla all’utile.

La notizia ha bucato la coltre di caldo e d’intorpidimento prevacanze: era il primo giorno di agosto e quando nella mattinata sono partite le voci è stato tutto un vorticare di sms: “Ma è vero? E dici che fanno sul serio?”, “Cosa sai di quei due pazzi…?”, “Beh, con quel po’ po’ di liquidazione che ha preso qualcosa doveva pur fare”, “Ma che gli fregherà mai di occuparsi di una cosa così noiosa?”.
Al centro di tanta attenzione c’erano Nini Briglia e Gianni Vallardi, che avevano appena annunciato di essersi comprati una casa editrice: la Reed Business Information Italia, microbica filiale del colosso anglo olandese Reed Elsevier, 7 miliardi di dollari di fatturato, ma pur sempre una cosuccia da 170 dipendenti, tre sedi (Milano, Parma e Bassano del Grappa), un fatturato di 18 milioni di euro e tre aree di attività: l’editoria specializzata (13 periodici con relativi siti), la divisione Telemat, che monitora gli appalti pubblici italiani, e Mimesi che realizza rassegne stampa e analisi evolute di web reputation.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 442 – Settembre 2013

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