TLC

27 settembre 2013 | 10:23

Gli 007 confermano al Copasir: la cessione di Telecom comporta rischi per l’Italia

(ANSA) Dagli 007 arriva oggi una conferma: la cessione del controllo delle rete Telecom a favore degli spagnoli di Telefonica comporta rischi per la sovranità dell’Italia. E’ una relazione di un paio di pagine inviata al Copasir dal direttore del Dis, Giampiero Massolo, a sottolineare le criticità dell’operazione. A chiedere un rapporto all’intelligence sull’affaire Telecom era stato ieri il presidente del Copasir, Giacomo Stucchi. La relazione evidenzia, a quanto si apprende, il carattere di infrastruttura strategica per il Paese della rete Telecom, attraverso cui passa una miriade di dati sensibili. Non solo le conversazioni dei cittadini, ma anche comunicazioni riservate come ad esempio quelle della pubblica amministrazione, delle grandi aziende, della presidenza del Consiglio e degli stessi servizi segreti. Attualmente c’è un sistema di leggi nazionali che protegge gli accessi e la riservatezza di queste linee. Ma questo ‘ombrello’ normativo su un asset fondamentale per il Paese verrebbe a mancare se il controllo della rete passasse agli spagnoli. Con il rischio di perdita di sovranità del Paese. La valutazione sarebbe dunque quella di considerare la rete Telecom come un bene indisponibile che non dovrebbe uscire dal sistema italiano di controllo e vigilanza. Stucchi, da parte sua, si è detto “preoccupato. Se la rete telefonica passa in mani straniere nasce una questione di sicurezza nazionale. Ora decideremo se ascoltare in audizione il Governo. Chiameremo il presidente del Consiglio, Enrico Letta o il sottosegretario con delega ai servizi, Marco Minniti. La questione – ha aggiunto – è molto delicata. Sulla rete passano le informazioni non solo dei cittadini ma anche della pubblica amministrazione e delle aziende. Non possiamo correre rischi così grandi”. Sulla stessa posizione il vicepresidente del Copasir, Giuseppe Esposito, secondo cui “la rete delle telecomunicazioni deve restare pubblica così come già è avvenuto con l’energia e le ferrovie. L’unica soluzione – ha osservato – è fare quanto prima una legge, come ben ha proposto il viceministro Catricalà, per scorporare la rete dalla parte commerciale. Ciò sarebbe possibile farlo già inserendo questo provvedimento all’interno della Legge di stabilità. Ora però – ha auspicato – si faccia in fretta e si lavori tutti assieme a prescindere dalle appartenenze politiche”. (ANSA, 26 settembre 2013).