Editoria

01 ottobre 2013 | 15:57

Libri di scuola troppo cari? Si rimedia con il baratto

(ANSA) Nonostante le rassicurazioni del ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, la crisi di Governo mette a rischio i provvedimenti per la scuola approvati da poco. Per questo non sono più sicuri nemmeno gli 8 milioni di euro che sarebbero dovuti andare alle scuole per il comodato d’uso dei libri di testo. Ma c’è chi si arrangia da sempre: in un scuola media sono anni che viene portato avanti il comodato d’uso, ma con una forma diversa da quella pensata dal Ministero. L’iniziativa, che coinvolge famiglie e insegnanti dell’Istituto comprensivo “Via delle Carine” di Roma, prevede una sorta di baratto. In pratica, all’inizio di ogni anno scolastico, gli studenti riconsegnano i libri utilizzati l’anno precedente per prenderne di nuovi da utilizzare per quello corrente. Tutto funziona grazie al meccanismo dei buoni. “All’inizio del primo anno di comodato – spiega al portale Skuola.net – il professor Giovanni Figà Talamanca, uno dei genitori promotori dell’iniziativa – si lascia un deposito cauzionale di 5 euro a libro se il suo prezzo di copertina non supera i 15 euro, o di 10 euro qualora lo superi. In cambio del deposito vengono rilasciati al ragazzo dei buoni che lui può convertire in libri. Da questo momento, ogni volta che all’inizio dell’anno lo studente riconsegna i libri dell’anno passato, gli vengono rilasciati nuovamente dei buoni che può utilizzare per prendere altri libri. Questo fino alla fine del suo ciclo d’istruzione. Infatti, al termine del terzo anno, quando i libri vengono riportati per l’ultima volta, al ragazzo viene ridato il deposito cauzionale che aveva lasciato al primo anno”. A pensare alla soluzione contro il caro libri che da diversi anni affligge le famiglie è stata l’Associazione “Arcobaleno di voci della Mazzini”. Si tratta, per l’appunto, di un’associazione collaterale alla scuola formata da alcuni genitori degli studenti e da diversi insegnanti. Possono partecipare tutti gli studenti della scuola, indipendentemente dalle loro fasce di reddito. “L’iniziativa funziona perfettamente da quando è stata introdotta – continua Figà Talamanca – tanto che ormai siamo giunti al compimento del suo 4 anno”. Inutile dire che, se vogliono ricevere nuovi buoni da convertire in libri, i ragazzi devono stare attenti a come tengono i libri presi in comodato. Infatti, se si riconsegnano rovinati o non si riconsegnano affatto, gli studenti perdono la cauzione versata per quel libro di testo. L’unico neo dell’iniziativa è rappresentato da alcuni insegnanti. Infatti, può accadere che non tutti i prof confermino le adozioni di determinati libri di testo, e questo può rompere il sistema che si basa sull’aiuto delle famiglie che mettono a disposizione della scuola i libri che i loro figli hanno utilizzato negli anni precedenti. Ecco perché, come afferma lo stesso Figà Talamanca “è nell’interesse dei ragazzi e delle loro famiglie che gli insegnanti riconfermino ogni anno i libri adottati in quello precedente”. (ANSA, 1 ottobre 2013).