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01 ottobre 2013 | 16:42

Come cambia lo spam: nel 2013 sui social network è cresciuto di trecento volte

I client email hanno ormai filtri antispam molto efficaci. È arrivata la fine dei messaggi molesti? Niente affatto, hanno semplicemente cambiato canale: ora affollando i social network. Secondo uno studio di NextGate segnalato da Mashable, nella prima metà del 2013 lo spam sui social network è cresciuto del 355%: oggi ogni 200 messaggi che viaggiano sulle principali reti sociali, uno è un messaggio non desiderato.

NextGate ha analizzato 60 milioni di contenuti provenienti da Facebook, Twitter, Google+, YouTube e Linkedin e, dal documento “State of Social Media Spam” emerge non solo un passaggio di medium (dall’email ai social network) ma anche un aumento della sofisticatezza nella creazione dei contenuti. Il volume di mercato per il solo Facebook ammonta a 200 milioni di dollari ed è composto da bot e network ad hoc.

La carta vincente del social spam è la penetrazione: con l’email si può raggiungere un solo utente alla volta, mentre un post su un social network si irradia immediatamente a milioni di persone, ed è più difficile da individuare. Secondo lo studio, solo il 15% dei post di questo tipo sono subito riconosciuti come spam.

Le forme sono diverse e vanno dal classico link “clicca qui”, “gratis”, “wow” agli account falsi e non devono esser trascurate le applicazioni che promettono premi o funzioni speciali (inesistenti), come la capacità di controllare chi visita il tuo profilo Facebook.

In termini di volumi, è Youtube il canale che veicola più spam, mentre i contenuti molesti più pericolosi viaggiano su Facebook, dove si registra il numero più alto di phishing (ovvero tecniche con cui gli utenti vengono ingannati e rivelano le loro password e numeri di carte di credito).

Il documento, in inglese, è disponibile in versione integrale (pdf) su Primaonline.it.