02 ottobre 2013 | 15:44

Migranti morti e faccette felici. Quando il social sentiment di Corriere.it mostra il cinismo della Rete

La vicenda della morte di 13 migranti durante uno sbarco a Siracusa può mettere in evidenza il cinismo della Rete. Dopo aver letto la notizia sul Corriere.it, gli utenti si sono dichiarati soddisfatti. Tutto è successo su Passaparola, la piattaforma dal quotidiano di via Solferino lanciata quest’estate per coinvolgere la comunità dei lettori. Ha  moltiplicato il numero di commenti e l’interazione sul web, ma quando gli umori della Rete si riversano su argomenti delicati il risultato può spiazzare.

Per l’articolo sulla morte degli immigrati il “social sentiment” prevalente è stato la soddisfazione (37% degli utenti). La redazione del Corriere online (non responsabile di ciò che avviene in Passaparola) ha poi modificato il risultato del “termometro emozionale” e quello stesso 37% è diventato triste, come risulta dall’attuale versione dell’articolo.

Andrea Bonzi ha commentato la vicenda sull’Unità del primo ottobre, in un articolo che riportiamo per intero:

Basta un emoticon per evidenziare il cinismo della Rete. E per certificare come, almeno in certe manifestazioni del web, la pietà sia sempre più difficile da rintracciare. Tredici migranti perdono la vita sospinti in mare a frustate dai loro aguzzini (LEGGI TUTTO), e il 37% dei lettori del Corriere.it, la maggioranza, si dichiara “soddisfatto”, scegliendo con un click la faccina sorridente. Non che le alternative mancassero, visto che il “termometro” degli stati d’animo comparso su ogni articolo del sito da alcuni mesi offriva anche la possibilità di sentirsi “indignato”, “preoccupato” o “triste”.

Ma, come cantavano gli alpini nella prima guerra mondiale, “pietà l’è morta” nei meandri del web. Il primo a notarlo Fabrizio Gatti, cronista capace di reportage coraggiosi sul tema dello sfruttamento dell’immigrazione, che sul suo blog dell’Espresso, usa un titolo calzante: “La fine del mondo. Il nostro”. La cosa deve aver colpito anche la redazione online del quotidiano di via Solferino, ovviamente incolpevoli della scelta dei loro lettori, se è vero che il link al termometro emozionale è svanito in fretta e furia dalla home page nazionale, ma è rimasto, se si va a leggere il testo dell’articolo. Nel primo pomeriggio, poi, ha prevalso l’opzione “triste” (sempre con il 37%), e la faccina ha cambiato espressione.

Così come sono i rimasti i commenti dei lettori che – come spesso accade in Rete, facendosi scudo con l’anonimato – danno libero sfogo a rabbia e frustrazione contro i migranti. Si va da dolly41 sicura che “ormai sia appurato che nemmeno il 10% di queste persone sono dei profughi di guerra. Gli altri sono furbi che la tentano” e stufa “di una politica inetta che ha tradito il suo compito principale: difendere i nostri confini e tutelare i propri cittadini”, a un lettore che osserva come i migranti arrivino da Paesi “che possiedono più della metà delle ricchezze del pianeta. Se non si sanno evolvere e non le sanno sfruttare la colpa non è della parte fortunata”.

La crisi accentua la guerra fra poveri. Keysteal si lamenta delle case “assegnate a molti extracomunitari, che magari non ne hanno diritto”, mentre ci sono “famiglie di italiani a cui viene rifiutato un alloggio popolare”, come a Torino “città dell’ex comunista Fassino. Non crede che dovremmo sistemare prima i nostri, di disperati?”, si chiede la lettrice. E se tanti sparano sul “buonismo dannoso”, c’è anche chi si dice indignato. Come Polemico26, che non si tira indietro e mette in guardia dal “disseminare commenti di odio razziale” o Glicine, che spera che “quella percentuale di soddisfatti sia un errore del sistema. Siamo sicuramente stanchi di far entrare nel nostro territorio clandestini che purtroppo spesso finiscono per delinquere perché non sanno di cosa vivere. Non siamo in grado di accogliere, è vero. Questo però non comporta la soddisfazione per la morte”. Ma l’amara constatazione del clima generale rimane.