03 ottobre 2013 | 13:38

La cassetta degli attrezzi del giornalista digitale. Una selezione di 14 siti e programmi per raccontare storie

Cosa c’è nella borsa del giornalista digitale? Il bloc notes no di certo, ma un portatile, un Ipad e uno smartphone con la batteria già quasi scarica a metà mattinata. Riempirsi di gadet tecnologici però non basta, e non è neppure sufficiente usare Evernote e Google documents. Ecco allora una lista di strumenti, alcuni noti, altri meno, che non dovrebbero mancare nell’arsenale dei reporter (gli esempi che abbiamo riportato sono di Journalism.co.uk).

1. Storify. il preferito da tutti
Niente può compere con Storify quando si vuole ricostruire una storia o un dibattito sui social netowrk. Permette di organizzare tweet, post di Facebook e da molte altre reti sociali, incluso YouTube. L’interfaccia è drag and drop ed è corredata da un editor di testo che permette di spiegare i singoli passaggi del racconto.

2. Datawrapper. Uno strumento per creare grafici interattivi e citare le fonti
È un modo facile per fare data journalism. Carichi un file excel nel sito di Datawrapper e hai subito il grafico (i classici istogrammi e torte) e il codice per incollarlo nel proprio post. Questo servizio web ha il pregio di mettere sempre a disposizione il file d’origine in un link, così da rendere evidente se i dati hanno una fonte autorevole o se non sono coerenti.

3. ThingLink. Tag interattive e link su ogni immagine
Spesso è difficile fare la didascalia a una una foto, specialmente se è molto affollata. Con ThingLink la didascalie (arricchita da link a Wikipedia, Tweet, video eccetera) si inserisce all’interno della stessa foto, sopra ad ogni personaggio.

4. Timeline Js. Un foglio di calcolo che diventa una linea del tempo interattiva
Si appoggia a un file di Google documents e, dopo aver aggiunto date, didascalie e link alle immagini, Timeline creerà una linea del tempo, così da poter ricostruire eventi complessi in un unico colpo d’occhio. Le istruzioni spiegano tutti i passaggi.

5. Tableau. L’eccellenza nella visualizzazione di dati.
Permette di costruire grafici interattivi, attingere a database e realizzare tabelle complesse. È utilizzato da testate come il Guardian e il Wall Street Journal.

 

6. Storyful Multisearch. Un motore di ricerca per i social network
È un’estensione per Chrome e permette di cercare post, video e immagini su Twitter, Youtube, Instagram, Tumblr ecc.

7. WolframAlpha. Un motore di ricerca per i confronti incrociati
Si autodefinisce un “motore di conoscenza computazionale” ed è capace di rispondere a domande: “Che tempo c’era a Islamabad quando Osama Bin Laden è stato ucciso?” WolframAlpha individua il giorno della morte del leader di al-Quaeda, e mostra i cambiamenti climatici di tutta la settimana, con dati sul vento, sulle precipitazioni e sulla temperatura.

8. FollowerWonk. Per capire chi è una fonte affidabile su Twitter
È uno strumento che analizza da quanto tempo un utente è su Twitter, qual è la sua reputazione e quanto è attivo. Può rivelarsi utile per smaskerare gli account fasulli.

9. Topsy. Il Google per Twitter
Questo motore di ricerca ha immagazzinato tutti i tweet dal 2006 in poi e permette di cercare qualunque informazione in intervalli di date specifici

10. TinEye. Aiuta a scoprire le foto false
Dopo aver caricato una foto sul sito, il motore di ricerca interno verifica sul web se ci sono immagini simili sul web. L’esempio più famoso dell’efficacia di TinEye è la foto con l’uragano Sandy che inghiottiva New York. Grazie a questo servizio è stato possibile individuare la foto originale: immortalava una tempesta, ma si stava abbattendo sul Nebraska nel 2004, non vicino alla Statua della Libertà nel 2012.

11. Banjo. Un’app per iPhone per incrociare persone e luoghi
Banjo cerca gli account sui social network attivi in una particolare area geografica. Nel 2012 è stato utilizzato per cercare testimonianze su un incidente nei pressi di un centro commerciale in Pennsylvania.

12. Transcribe. Uno sbobinatore automatico
È un’estensione di Chrome che trascrive automaticamente l’audio di un’intervista, un lavoro faticoso e frustrante se fatto a mano. Utile anche per avere il documento completo e non rimaneggiato da tenere in archivio. A differenza degli altri programmi è a pagamento (20 dollari all’anno).

13. Cue. Un motore di ricerca per i file personali
Si collega a Google drive, Dropbox, LinkedIn, Twitter e Facebook e offre uno strumento di ricerca unificato. Se si cerca su Cue “Polonia” si possono trovare: 100 messaggi, quattro utenti Twitter, due eventi, nove file e 1000 post che contengono la parola all’interno.


14. Ping.it. Un Google Alerts potenziato
Dopo aver impostato le parole chiave e i siti che si vogliono monitorare ping.it permette di isolare alcuni elementi signficativi. Per esempio: Si può cercare la parola Berlusconi sui social network, ma limitare i risultati ai contenuti con più di 100 mi piace o più di 50 commenti.