Torna in edicola il Codex Seraphinianus uno dei libri d’arte più strani e misteriosi mai pubblicati (PHOTOGALLERY)

Il “Codex Seraphinianus” è uno dei libri più strani del mondo. Più di trecento tavole in cui sono ritratti animali inesistenti, camion antropomorfi, scheletri che vengono cuciti e rivestiti, globuli rossi che si trasformano in coccinelle. Ogni pagina è accompagnata da un testo, i cui caratteri non appartengono a nessuna lingua conosciuta: sono stati inventati dall’autore: l’artista, designer e architetto Luigi Serafini.

Pubblicato per la prima volta nel 1981 da Franco Maria Ricci, è finito fuori catalogo (non ci sono più ripubblicazioni dal 2006). Nel tempo è diventato un volume di culto. Nel mercato dei bibliofili anche le ristampe hanno quotazioni non inferiori a 1800 euro.  Ora Rizzoli ha deciso stampare una nuova edizione, che sarà di nuovo disponibile dalla fine di ottobre.

Per Italo Calvino il codice è “l’enciclopedia di un visionario” e, a differenza di altri libri simili (come il Manoscritto di Voynich), il mistero è tutto interno all’opera. Non ci sono leggende costruite ad hoc sull’autore, come per il Necronomicon. Luigi Serafini non solo è un artista di fama internazionale, ma è ancora vivo. Tra gli altri ha lavorato con Federico Fellini, con Radio, con Maurizio Sacripanti e Luigi Pellegrin.

Nella nuova edizione ci saranno due capitoli in più e 22 pagine con il “Decodex”, in cui Serafini spiega perché ha usato una lingua immaginaria nel Codex. Forse risolverà alcuni misteri, come la scelta di numerare il libro in base 21.

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