04 ottobre 2013 | 16:06

Youreporter.it, quando il citizen journalism italiano fa scuola all’estero

Quando si parla di innovazione, nella maggior parte dei casi si guarda all’estero e soprattutto agli Stati uniti. Qualche volta però gli Usa guardano all’Italia. Il blog 10,000 Words, dedicato al giornalismo digitale, ha intervistato Angelo Cimarosti, cofondatore di Youreporter. In sette anni la piattaforma di citizen journalism è diventata una fonte di video, foto e notizie anche per i media italiani tradizionali. E Per 10,000 Words è un caso di scuola.

Nel 2006, quando è nato Youreporter.it, la banda larga era ancora meno diffusa di oggi e gli smartphone erano un prodotto di nicchia. Il successo del sito, dovuto soprattutto ai video caricati dagli utenti, doveva ancora arrivare. Cimarosti racconta a 10,000 Words che “siamo partiti in piccolo, con le foto mandate dagli utenti. L’Italia è fatta di piccole città e documentare le piccole cose è importante, perché sono quelle più spesso trascurate dai media, come i disservizi nella raccolta dei rifiuti o un semaforo non funzionante”.In una giornata piena di notizie, sul sito vengono caricati 3000 video che, in media, vengono visualizzati da un milione di utenti. “È un buon risultato per la piattaforma”, commenta Cimarosti.Youreporter non ha controllo redazionale dei contenuti caricati e non vengono corretti neppure gli errori grammaticali. “Se però viene caricato un video falso o palesemente artefatto gli algoritmi della piattaforma lo eliminano o gli utenti possono rimuoverlo, come accade con altri tipi di comunità sul web”.
Per ora gli utenti non vengono ricompensati, ma Cimarosti è pronto a integrare forme di revenue sharing (un tipo di remunerazione condivisa tra autori ed editori, basato sui ricavi del singolo contenuto).

In coda all’intervista Cimarosti ha elencato le sue regole per il citizen journalist: non zoomare (La Bbc e la Cnn non lo fanno mai), non superare i 3-4 minuti, girare in modo lineare e, infine, la norma aurea: “meglio un contenuto di scarsa qualità che nessun contenuto”.