TLC

07 ottobre 2013 | 10:38

Telecom congela lo scorporo della rete, nuovo piano nel cda del 7 novembre

(ANSA) Telecom congela il progetto di scorporo della rete e prepara il nuovo piano per il Cda del 7 novembre, mentre i sindacati si preparano alla mobilitazioni chiedendo al governo di convocare Telefonica. All’indomani dell’uscita del presidente Franco Bernabè l’amministratore delegato Marco Patuano, che ne ha ‘ereditato’ le deleghe, fa per la prima volta il punto coi rappresentanti dei lavoratori dopo il rafforzamento di Telefonica nell’azionariato e il cambio al vertice. Prima di partecipare all’incontro il manager fa un appello: ”serve il contributo di tutti i 50mila dipendenti” per ”realizzare il grande progetto” che ha l’azienda. Ma al termine del faccia a faccia i sindacalisti invitano ”i lavoratori alla mobilitazione”. ”Attiveremo le procedure” di legge, spiegano, ”per i servizi di pubblica necessità” chiedendo poi al governo di convocare di Telefonica e le parti sociali. “Non ci sono attualmente problemi sui numeri o sulla tenuta occupazionale” hanno comunque rassicurato i sindacati: l’azienda ha infatti confermato l’accordo dello scorso marzo. Sul tema caldo dello scorporo della rete intanto la società, secondo i sindacati, ”ha riferito che gli atteggiamenti tenuti dalle autorità competenti e dal Governo hanno congelato il progetto perché l’eventuale scorporo potrà avvenire solo alle condizioni poste da Telecom, condizioni che a oggi non sussistono”. Nel frattempo a livello politico perde quota l’idea di una modifica della legge sull’Opa mentre prosegue il lavoro sulla golden power. La nascita di una società della Rete resta comunque un progetto a lungo termine, almeno un paio d’anni ricorda il viceministro del lavoro Antonio Catricalà. In ogni caso Telecom ”non ha problemi a investire, anzi: ha sempre investito e continuerà a farlo con maggior energia”, dichiara Patuano. ”Da subito dobbiamo fare un’immediata focalizzazione dell’azienda intorno al progetto industriale, non dobbiamo perdere un singolo minuto”. Entro un mese sarà predisposto un piano industriale-finanziario, che dovrà stabilire il futuro del gruppo con particolare riferimento alle partecipazioni in Brasile e Argentina e alla struttura societaria aziendale, che potrebbe essere sottoposta a processi di societarizzazione. Nell’attesa le agenzie di rating tengono l’attenzione puntata sul gruppo e la possibilità di un downgrade è concreta, Fitch osserva che l’incertezza è destinata a persistere e si attendono chiarimenti sulle opzioni che l’a.d vorrà mettere in campo per risollevare l’ebitda del domestico. (ANSA, 4 ottobre 2013).