07 ottobre 2013 | 17:15

I giovani dedicano poco tempo a informarsi. Ma se significasse maggior efficienza?

Gli ultimi dati di Pew research sul consumo di notizie sono negativi: la generazione dei nati a cavallo del Duemila dedica 46 minuti della propria giornata a informarsi, quasi la metà dei 67-84enni (che spendono in media 84 minuti). Secondo l’articolo di Andrew Kohut su Poynter questi dati preannunciano un “futuro pericoloso per le notizie”. Jeff Jarvis invece prova a ribaltare la prospettiva su Buzzmachine: se ciò significasse una maggior efficienza delle giovani generazioni? “I 18-31enni non passano il proprio tempo sui quotidiani cartacei alla ricerca di qualcosa che può interessarli né guardano un tg per intero, arrivano direttamente a ciò che vogliono sapere”.

Per Jeff Jervis la formula magica dell’ecosistema dei media è basata sul tempo: più minuti significa maggiore esposizione alla pubblicità e quindi più soldi. Ma alla base c’è un’illusione: che il pubblico presti la stessa attenzione tanto alla pubblicità quanto agli articoli.

Il web ha fatto emergere un nuovo paradigma: “un pubblico coinvolto” (engaged) che produce contenuti e condivide le notizie ma, per Jarvis è il cavallo sbagliato su cui puntare. È il “pubblico informato” che usa gli strumenti del web per documentarsi meglio e va alla ricerca della fonte giusta. La conclusione non è paradossale come la premessa: “Il successo di una notizia dovrebbe essere misurato così: in quanto tempo un lettore raggiunge l’articolo che cercava?”. Quindi meno tempo ci impiega, meglio è.

Da questo punto di vista anche Google news o Yahoo si comportano come un medium tradizionale: non fa nulla per fornire ai lettori ciò che ritiene rilevante. Cir.ca invece si muove in direzione dell’efficienza: riassume gli articoli, riducendoli agli elementi essenziali ed elimina le notizie doppie. Consente anche di seguire gli aggiornamenti della vicenda, senza dover impostare tag (come invece avviene con Google news).

Ma il modello di business? Per Jarvis uno strumento che fa risparmiare tempo guadagnerebbe la fiducia dei lettori e, per paradosso, anche quell’attenzione i giovani lettori non danno più alle notizie. “Ma, finché le notizie saranno legate alle campagne pubblicitarie tradizionali, basate su pagine viste e numero di clic, l’efficienza sarà sempre un nemico.”

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