De Laurentiis sui diritti tv: “Manca la cultura d’impresa”

(ANSA) In Lega calcio si continua a parlare dei diritti tv, di come debbono essere gestiti e venduti dopo il 2015. Per il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ”per quanto riguarda i diritti tv, all’estero abbiamo subito un biscotto. Sono uno che vive di diritti da licenziare, ma qua non c’è la cultura dell’impresa– ha affermato il presidente del Napoli alludendo alla Lega calcio – , siamo rimasti ancora all’epoca dei club e non delle Spa e quindi si fa ancora fatica a fare certi ragionamenti”. Secondo De Laurentiis ”il grosso guaio della Lega è che i presidenti non partecipano e mandano i direttori generali e gli avvocati e con loro si sta in una specie di acquario in quanto difficilmente prendono delle decisioni, a differenza dei presidenti. Mi auguro che in futuro ci sia una vera associazione di imprese”. Insomma De Laurentiis vorrebbe che delle decisioni fondamentali per le risorse del calcio, si parlasse alla presenza di Berlusconi, Squinzi, Pallotta ecc. ”Con Agnelli – dice – parliamo lo stesso linguaggio, il linguaggio dell’impresa, mentre Thohir è un illustre giustificato in quanto non ha la residenza italiana, ma in generale con le grandi società si fa meno fatica. Bisogna fare capire alle medie e piccole società di non fare raggruppamenti illogici solo per strappare qualcosa in più che però penalizza tutto il calcio”. Infine il presidente del Napoli ha ribadito di non considerare più attuale la legge Melandri che sta alla base della ripartizione dei diritti televisivi. (ANSA, 7 ottobre 2013).

Aurelio De Laurentiis (foto Olycom)

Aurelio De Laurentiis (foto Olycom)

 

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