New media, TLC

07 ottobre 2013 | 17:26

Corea del Sud prima al mondo per sviluppo tecnologico, l’Italia scende al 30esimo posto

(ANSA) La Corea del Sud è per il terzo anno consecutivo il Paese più avanzato al mondo in termini di tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Ict), seguita da Svezia, Islanda, Finlandia e Norvegia, mentre l’Italia scende in un anno dalla 29/a alla 30/a posizione. Lo rivela l’ultima classifica dell’Itu (Unione internazionale delle telecomunicazioni) sui livelli di accesso, utilizzo e competenze in materia di Ict in 157 Paesi, contenuta nel rapporto Measuring the Information Society 2013. Il documento reso noto oggi a Ginevra descrive un mondo sempre più connesso e rivela che entro la fine del 2013 il 40% della popolazione mondiale sarà ‘in rete’ e che il 30% dei giovani del mondo sono ‘nativi digitali’. La banda larga mobile su smartphone e tablet è diventato il segmento in più rapida crescita del mercato delle Ict e la quasi totalità degli abitanti del pianeta ha oggi accesso a servizi di cellulare mobile, afferma l’Itu. Tuttavia, 1,1 miliardi di famiglie, pari a 4,4 miliardi di persone, non sono connesse ad Internet ed il 90% di loro vive nei Paesi in via di sviluppo. Secondo il rapporto dell’agenzia Onu specializzata nelle telecomunicazioni le connessioni alla banda larga mobile su reti 3G e 3G + stanno crescendo a un tasso medio annuo del 40 % e quasi il 50 % della popolazione mondiale è coperta da una rete 3G. Alla fine del 2013 ci saranno 6,8 miliardi di connessioni per cellulari mobili (pressoché pari agli abitanti del pianeta) e circa 2,7 miliardi di persone saranno collegate a Internet, anche se con velocità e a prezzi molto diversi. L’ultima classifica Itu sulla diffusione delle Ict misura infatti un divario enorme tra la Corea del Sud, al vertice della graduatoria nel settore Itc con un punteggio di 8,57 ed il Niger al 157/o ed ultimo posto con 0.99 punti. Tutti i 30 primi Paesi della graduatoria sono Paesi ad alto reddito. L’Italia è a 6,57 punti. Stilata in base all’Ict Development Index, la graduatoria vede il Regno Unito ottavo, il Giappone 12/o, gli Usa al 17/o posto, davanti a Francia (18) e Germania (19). La Russia è 40/a, il Brasile 62/o, la Cina 72/a e l’India 121/a. Per la prima volta, il rapporto analizza la generazione dei ”digital native”, i giovani cresciuti con le tecnologie digitali (computer, Internet, cellulari e tablet). Nel 2012 – si stima – i nativi digitali erano circa 363 milioni, pari al 5,2% della popolazione mondiale (circa 7 miliardi) e al 30 % della popolazione giovanile mondiale, ma con un vasto divario tra Paesi in via di sviluppo e sviluppati. Il modello definisce nativi digitali i giovani tra i 15-24 anni con cinque o più anni di esperienza online. In base a tale definizione, in Italia i ”nativi digitali” sono pari al 6,7% della popolazione totale e al 67,8% del numero totale di giovani. (ANSA).