Comunicazione, Pubblicità 

08 ottobre 2013 | 11:22

Barilla vede le associazioni gay e promette fatti. Grillini, presidente di Gaynet: chiediamo spot che rappresentino meglio l’Italia

(ANSA) “Forse al posto di dove c’è famiglia c’è casa, bisognerebbe usare dove c’è casa c’è famiglia”. L’ha suggerito Franco Grillini, presidente di Gaynet e consigliere regionale dell’Emilia-Romagna, a Guido Barilla, nell’incontro chiarificatore nel suo ufficio di stamani.

Guido Barilla, presidente dell’omonima multinazionale alimantare

Parla di incontro chiarificatore, e non vuol sentire frasi come ‘pace fatta’ lo storico esponente del movimento gay in Italia. “Noi non siamo corporativi. Noi non difendiamo la famiglia gay, noi difendiamo ‘le famiglie’. Stamattina a Barilla abbiamo fatto notare che tra gay, separati e divorziati e nuclei monoparentali, nel concetto tradizionale di ‘famiglia’ non ci si riconosce più il 60% degli italiani. E che anche a loro conviene – anche dal punto di vista commerciale – riorientare la loro comunicazione a una immagine che comprenda tutte le famiglie. Sono le persone che fanno le famiglie, non l’ideologia. Se due persone stanno assieme, si vogliono bene e si aiutano, non è un vantaggio per tutti?”, ha aggiunto. Grillini ha anche riproposto il tema della donna che serve a tavola, onnipresente negli spot della azienda emiliana. “Non è che non vogliamo donne che servono a tavola: ma, accidenti, si potrà fare anche uno spot con un papà che serve a tavola, visto che oramai lo fanno? Noi non chiediamo spot gay, chiediamo una campagna di comunicazione che rappresenti meglio l’Italia. Poi certo, se ci fanno anche uno spot con una famiglia gay sono anche più felice…”.

Alla fine “l’azienda si è impegnata a produrre proposte concrete in tempi certi, che saranno oggetto di un successivo incontro”. “Né pace, e tantomeno perdono. C’è stata un’azione, e una reazione. Poi ci si parla” spiega Aurelio Mancuso di Equality Italia, tra i promotori di quel #boicottabarilla che su Twitter in poche ore aveva fatto il giro del mondo, portando il colosso alimentare ad una rapida retromarcia. Il dialogo d’altronde era stato chiesto dallo stesso presidente nella sue scuse pubbliche: “Non vedo l’ora di incontrare i gruppi che rappresentano nel modo migliore l’evoluzione della famiglia”, aveva detto nel videomessaggio in inglese. “E’ chiaro che ho molto da imparare dal dibattito in corso sull’evoluzione della famiglia: ho sentito le numerose reazioni in tutto il mondo alle mie parole che mi hanno rattristato e depresso”, nel post. Alle parole di contrizione il mondo Lgbt aveva subito risposto con un ramoscello d’olivo. Franco Grillini, presidente Gaynet e storico esponente del movimento gay, aveva invitato Barilla nel suo ufficio, visto che è Presidente della Commissione politiche economiche della Regione Emilia-Romagna, che si occupa di agroindustria. Proprio lì stamattina Guido Barilla ha incontrato per un’ora e mezza Arcigay, ArciLesbica, Equality Italia, Famiglie Arcobaleno e Gaynet. Un incontro dove Barilla “ha ripetuto le scuse che aveva fatto pubblicamente” ha raccontato Grillini, rassicurando che né l’azienda tantomeno lui hanno un atteggiamento omofobo. Lui, il presidente, alla fine li ha convinti. “O Guido Barilla è un grandissimo attore, o è stato convincente. Ci ha spiegato cose personali, che ci hanno convinto che quelle che aveva detto a ‘La Zanzara’ forse erano affermazioni su cui non aveva riflettuto abbastanza”, ha raccontato Aurelio Mancuso di Equality. “Ci ha spiegato cose della sua storia, che provano che non c’è traccia di omofobia”, concorda Grillini. Ora bisognerà attendere per capire cosa produrrà l’incontro. Anche se l’idea di uno spot gay fa sorridere Grillini: “Noi non siamo corporativi. Noi non difendiamo la ‘famiglia gay’: noi difendiamo ‘le famiglie’. Quindi non chiediamo spot gay, ma chiediamo una campagna di comunicazione che rappresenti meglio l’Italia. Dove anche i papà servono a tavola. Poi certo, se ci fanno anche uno spot con una famiglia gay sono anche più felice…”.

8 ottobre 2013