Televisione

09 ottobre 2013 | 15:28

Trasparenza sui compensi e stop agli spot su YoYo nel nuovo contratto di servizio

(ANSA) ”Il principale obiettivo del nuovo contratto è quello di rendere chiaramente percepibile al pubblico che tutti i canali sono canali di servizio pubblico e che tutta la programmazione risponde con coerenza alla logica del servizio pubblico, al fine di far comprendere come viene impiegato il canone pagato dai cittadini”. Lo ha detto il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Antonio Catricalà, illustrando davanti alla commissione di Vigilanza Rai lo schema di contratto di servizio tra ministero e tv pubblica. Con l’audizione, la bicamerale ha avviato l’iter che porterà alla stesura di una parere sul contratto stesso. Tra le principali novità del testo – ha spiegato Catricalà – l’obbligo ”di rendere riconoscibile per i telespettatori in modo agevole e immediato la programmazione dei generi predeterminati di servizio pubblico inserendo la frase “Programma finanziato con il contributo del canone”, o all’inizio o alla fine o nel corso di ciascuna trasmissione”. ”Un’altra novità significativa – ha proseguito Catricalà – è la previsione, da attuarsi con un tempo congruo di attuazione, che i canali tematici dedicati alla programmazione per minori in età prescolare (Rai Yoyo, ndr) non potranno, in alcun caso, comprendere comunicazioni commerciali”. Previsto inoltre l’obbligo di pubblicare sul sito web della Rai ”i dati aggregati relativi alla classificazione del personale dipendente per tipologie contrattuali e fasce retributive, indicando i numeri e i costi di ogni rispettiva fascia dirigenziale, comprensivi anche dei valori medi relativi alle fasce non dirigenziali”. ”La semplificazione e la trasparenza – ha aggiunto Catricalà – sono stati i primi criteri nella redazione del nuovo Contratto; sono state modificate, accorpate o soppresse molte parti di un testo a volte dispersivo, anche terminologicamente, a seguito delle diverse aggiunte stratificatesi negli anni, al fine di consentirne una lettura migliore e soprattutto di garantire una più efficace possibilità di intervento all’Autorità”. (ANSA, 9 ottobre 2013).

Antonio Catricalà

Antonio Catricalà