10 ottobre 2013 | 9:50

Google investe nel Made in Italy ma serve banda larga. Schimdt: i giornali non spariranno e avranno sempre più contenuti online

(ANSA) Portare l’economia italiana nel digitale, puntando sul ‘Made in Italy’ e sulle eccellenze nascoste. E’ questo il progetto di Google in Italia per i prossimi mesi, annunciato a Roma dal suo presidente Eric Schmidt che ha ricordato al governo come banda larga e alfabetizzazione digitale a scuola siano una priorità per la crescita. ”Il sistema economico italiano seppur penalizzato da un ritardo tecnologico ha tutte le caratteristiche per risultare vincente su Internet”, ha spiegato Schmidt alla platea del ‘Big Tent’ organizzato da Mountain View in collaborazione con Unioncamere a cui hanno partecipato, tra gli altri, anche il Ministro dell’Agricoltura Nunzia De Girolamo, il leader della Cigl Susanna Camusso e il presidente dell’Ice Riccardo Monti. ”Nei paesi del G20 l’economia Internet ha già un valore pari al 4% del Pil, in Italia è a poco più del 2% e il 40% di disoccupazione giovanile, ma ha dalla sua un potenziale unico che deriva dalla sua tradizione”, ha osservato Schmidt. Per l’investimento italiano Google si concentrerà su tre aree, ”far conoscere le eccellenze nascoste dell’Italia, diffondere tra gli imprenditori le competenze digitali, valorizzare i giovani come promotori della transizione al digitale dell’economia italiana”. ”Se riusciamo a portare online un pezzettino per volta della straordinarietà italiana ne deriverà un grande contributo alla crescita del paese”, dice Schmidt che ha ricordato i suoi trascorsi da ragazzino a Bologna, dove il padre insegnava. Parlando di eccellenze italiane, il presidente di Google ha poi evocato le possibilità che nuovi mezzi tecnologici come le stampanti 3D potranno offrire all’artigianato e alla creatività italiana. Schmidt ha poi sottolineato che è necessario ”aprirsi ulteriormente” e modificare leggi che ingessano il mercato ma anche ”incoraggiare il libero mercato”. ”Molti pensano – ha spiegato – che sia il Governo a creare posti di lavoro ma non è cosi. Il settore privato dà lavoro, il Governo deve concentrarsi su scuola e formazione”. ”A volte cose scontate in un certo clima politico non vengono realizzate”, ha sottolineato. La priorità per la crescita economica di un Paese, dunque, è la diffusione ovunque e a tutti ”della banda larga, del wireless e del 4G, solo che in Italia ci vuole troppo tempo”; ma anche una maggiore ”formazione in ambito digitale di docenti e ragazzi perché la tecnologia ”deve essere patrimonio di tutti, non più solo per specialisti”. ”Se nei progetti futuri di Google c’è l’intenzione di trasformare la piattaforma di informazione in piattaforma commerciale, candido l’agricoltura italiana alla fase sperimentale”, ha detto il ministro De Girolamo sottolineando che sta lavorando con l’azienda ad un progetto ”che vedrà la luce nel 2014” ”Se Google si interessa al ‘brand’ italiano – ha osservato – un motivo ci sarà”. Infatti, pur con tutte le vulnerabilità italiane, prima di investire nel nostro paese Google avrà sicuramente tenuto conto che lo scorso anno l’e-commerce è cresciuto del 30%, sfiorando i 12 milioni (il 40% degli utenti Internet del nostro Paese), mentre le ricerche sul web legate al ‘Made in Italy’, hanno registrato un +8% rispetto allo scorso anno.(ANSA).
SAM/SAM S0A QBXB

Eric Schmidt (foto Olycom)

Eric Schmidt (foto Olycom)

ANSA/ Schmidt,no alle catene dei governi,internet resti libero
Il numero 1 di Google ospite dell’Osservatorio Giovani-Editori
ROMA
(di Michele Cassano) (ANSA) – ROMA, 9 OTT – “Non si può regolamentare internet come la televisione, sono due cose diverse. I governi regolamentano la rete per bloccare contenuti che non piacciono, ma non è questo che vogliamo”. E’ il messaggio di libertà lanciato dal presidente esecutivo di Google Enric Schmidt nell’incontro organizzato a Roma dall’Osservatorio Permanente Giovani-Editori con cinquecento studenti del progetto “Il quotidiano in classe”. “La coscienza critica e l’attenzione verso l’informazione sono fattori fondamentali per il mondo”, ha detto Schmidt rivolgendo ai giovani in sala. “Immagino che voi studenti che siete qui siate più avanti rispetto a me. Pensate sempre a quello che fate. Fate sempre verifiche, non usate mai una sola fonte, non credete a tutto quello che vedete e leggete. Questo il principale consiglio che vi do”. ”Se voi siete i futuri leader dell’Italia allora sbrigatevi a prendere il potere”, ha detto Schmidt. Intervistato da Emilio Carelli, ha aggiunto che usa sempre Google “che sulle news ha un ordine abbastanza preciso, ma mai perfetto. Per verificare le notizie ci si può affidare ai quotidiani principali, perché i marchi contano sempre di più. Non sono d’accordo sul fatto che prima o poi i giornali cartacei spariranno. Continueremo ad avere molta carta stampata, e le testate avranno sempre più contenuti online”. Rispondendo alle domande degli studenti, Schmidt ha anche parlato dell’attendibilità delle notizie sul web. “E’ la somma delle voci che porta alla verità – ha spiegato – purtroppo ci sono tante persone che sono credulone. Il primo che dice una cosa riesce a controllare le vostre menti ed è per questo che i politici parlano molto. Noi siamo portati a credere alla prima cosa che sentiamo, ma il buon giornalismo è un altro, è quello che verifica. Purtroppo in America c’è la corsa a dare per prima la notizia, ma poi capita che è tutto falso”. Quanto al futuro della rete, il numero uno di Google ha spiegato che: “Nei prossimi cinque anni due o tre miliardi di persone, da paesi poveri e non democratici entreranno in internet. Potranno vedere videoinformazioni e questo metterà in difficoltà i loro governi e favorirà la democrazia”. Un accenno anche al Datagate e al tema della privacy. “Noi diamo molta importanza alla riservatezza – ha spiegato – cerchiamo di collaborare soltanto per il necessario con il governo americano. Ad introdurre l’incontro il presidente dell’Osservatorio Andrea Ceccherini. “Il nostro compito – ha detto – è allenare lo spirito critico dei più giovani per renderli domani cittadini più liberi e uomini più padroni di se stessi. Per questo abbiamo deciso di dedicare un ciclo di incontri a questa causa, un ciclo di incontri che rincorre l’ambizione di non lasciare i giovani soli, senza punti di riferimento, senza bussola, nella loro navigazione nella rete. Un ciclo di incontri che vorremmo ci aiutasse ad ispirare un nostro nuovo progetto da affiancare al Quotidiano in Classe per proseguire anche sulla rete quell’allenamento dello spirito critico che fa il cittadino più libero e la democrazia più forte”.