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10 ottobre 2013 | 11:21

Connessi o disconnessi, il confine è liquido. Il sociologo Bauman ieri a Milano

(ANSA) ”Essere online o offline, connessi o disconnessi, le tecnologie rendono questo confine sempre più liquido”. Sono le riflessioni che Zygmunt Bauman, uno dei più noti sociologi e pensatori al mondo, noto per la definizione di ”modernità liquida”, ha sottolineato in un incontro a Milano. ”Il confine è sempre più confuso e ambiguo, si va verso un’integrazione. Basti pensare che per accedere alla sfera pubblica di internet e social occorre dare informazioni private – ha osservato l’intellettuale a giorni 88 anni -. L’online consente d’altra parte di superare situazioni spiacevoli che si creano in una esistenza snervante, è un’area priva di conflitti, uno scudo. La vera vita è ormai una mescolanza tra i due aspetti, basti pensare alla facile predisposizione dei bambini a utilizzare questi nuovi strumenti. Passiamo sette ore al giorno, metà della giornata attiva di fronte a uno schermo, un ‘glass wall”’. Bauman questa sera è l’ospite d’eccezione al Teatro Dal Verme. Lo accompagnano Pier Andrea Chevallard, segretario generale della Camera di Commercio di Milano e Maria Grazia Mattei, ideatrice di ‘Meet the Media Guru’, ciclo di incontri sulla cultura digitale e sull’innovazione realizzato dalla Camera di Commercio di Milano in collaborazione con Regione Lombardia, Fondazione Fiera Milano e Provincia di Milano, con la collaborazione di Globus et Locus e di Wired. (ANSA, 9 ottobre 2013).

Zygmunt Bauman (foto Olycom)

Zygmunt Bauman (foto Olycom)