11 ottobre 2013 | 11:34

Il giornale deriverà dal web e non viceversa, lo dice il direttore del Financial Times. Il digitale impone cambiamenti radicali

In una lettera informale, Lionel Barber, direttore del quotidiano economico-finanziario della City, racconta come intende cambiare il suo giornale. Per Barber è ormai morto quel modello produttivo impostato per la sola edizione cartacea destinata all’edicola.

Guardare al Financial Times è interessante perché, ad oggi, è uno dei pochi esempi di sostenibilità economica sul web: Ft.com ha più di 310 mila abbonamenti digitali attivi. Il sito non punta a massimizzare il numero dei visitatori,  perché il suo modello di business è basato sul pagamento dei contenuti, con un paywall rigido.

Lionel Barber, direttore del Financial Times

La trasformazione di cui parla Barber nella sua lettera sarà radicale e coinvolgerà per intero il modello di lavoro dei redattori: non dovranno più pensare allo spazio in pagina, dovranno fare un lavoro di pianificazione, il processo produttivo sarà simile a un palinsesto. I giornalisti non dovranno più pensare alle chiusure ma interagire con i lettori e imparare ad aggregare contenuti, anche provenienti da altre fonti.

Insomma il lavoro di redazione sarà modellato sull’online: le pagine dell’edizione cartacea deriveranno dalle notizie del sito web e i turni di lavoro saranno modellati di conseguenza (non più prevalentemente serali, ma mattutini e pomeridiani).

Nella lettera il direttore ringrazia i giornalisti per gli sforzi fatti, ma avverte: “i colleghi hanno bisogno di fare scelte consapevoli per la loro carriera sia che questa abbia luogo al Ft o altrove”, insomma tutti devono adattarsi oppure non sopravvivranno nell’era digitale.

La lettera integrale di Lionel Barber è disponibile su Ft.com. Claudio Giua, sul suo blog, ha tradotto l’intero documento, che riportiamo:

Ora siamo pronti a definire quali debbano essere le prossime fasi della nostra strategia “digital first”, che finora ha avuto successo. Si tratta di un’opportunità entusiasmante ma anche impegnativa per tutti i giornalisti del Financial Times. Che comporta nuovi cambiamenti nel modo di lavorare, un ulteriore spostamento di risorse a favore di ft.com, un significativo rimodellamento del giornale.

Il nostro piano è quello di lanciare una sola edizione cartacea a livello globale nella prima metà del 2014. Il nuovo FT verrà ridisegnato e aggiornato per riflettere i nuovi gusti e le nuove abitudini di lettura. Il nuovo FT dovrà trasmettere come sempre autorevolezza e qualità, offrendo una potente combinazione di articoli, immagini e dati per spiegare i più importanti fatti del giorno. Il nuovo FT sarà un giornale migliore per essere più in sintonia con quanto accade. Il giornale resterà una parte vitale del nostro business, contribuendo con importante ricavi pubblicitari e diffusionali (al bilancio dell’azienda). Ma, soprattutto, sarà prodotto con modalità diverse e più semplici. I cambiamenti avranno un impatto sulla struttura della redazione e sul modo in cui si esplica il nostro giornalismo.

Ecco alcune indicazioni.

In primo luogo, va detto che è morto per sempre il processo produttivo del giornale mutuato dagli anni ’70, che ha subito cambiamenti nel tempo solo per aggiungere edizioni locali nel corso della notte. In futuro, il giornale cartaceo deriverà dal web e non viceversa. Il nuovo FT cartaceo sarà prodotto da un piccolo team specializzato che lavorerà a fianco di un più folto team integrato e dedicato a tempo pieno al web.

In secondo luogo, l’edizione standard del giornale e possibilmente ogni sezione del giornale subiranno minimi cambiamenti a tarda sera e ricorrranno sempre più a template di pagine. Saremo comunque in grado di mantenere una certa flessibilità per l’edizione UK e per le relative sezioni di notizie. Il nostro principale sforzo di progettazione si concentrerà sulle “pagine show” che saranno vivacizzate da dati e grafici.

In terzo luogo, i nostri giornalisti si disancoreranno dalle notizie hard e daranno invece più contenuti a valore aggiunto, contestualizzando le notizie pur rimanendo fedele al nostro obiettivo tradizionale: fare buon giornalismo investigativo. I nostri redattori dovranno abituarsi fare più pre-pianificazione, per decidere con cognizione di causa come trattare le news per la stampa e per l’online. Ciò richiede un cambiamento di mentalità dei responsabili redazionali e dei giornalisti, ma è assolutamente questa la strada da seguire nell’era digitale.

Nel complesso, questi cambiamenti comporteranno che gran parte del giornale sia progettata e realizzata con anticipo rispetto ad ora. I giornalisti lavoreranno anzitutto per soddisfare la richiesta di informazione nelle ore di massima audience sul web. Le vecchie “chiusure” (in redazione) non hanno più alcun senso. Dobbiamo pensare a un processo produttivo più simile a un palinsesto. Una volta ci concentravamo sulla “costruzione” di una pagina, ora dobbiamo adottare un approccio che assomigli al flusso di un’agenzia di stampa.

Infine, i cambiamenti nella produzione di giornali richiederanno ulteriori cambiamenti nella organizzazione del lavoro. Capisco che questa sarà una sfida per i colleghi abituati a produrre in tarda serata, a ridosso delle chiusure. Ma mentre ci muoviamo verso la prossima fase del “digital first”, questi colleghi hanno bisogno di fare scelte consapevoli riguardo alla loro carriera (e futuro): al FT (se s’adeguano) o dove troveranno altre opportunità.

Avremo bisogno di spostare più risorse dalla tarda sera al pomeriggio e dal pomeriggio alla mattina, in particolare a Londra. I deskisti si dedicheranno al digitale. On-line ci concentreremo sull’aggregazione intelligente di contenuti dai nostri giornalisti e di terzi. Tuttavia, sul web l’enfasi sarà sui singoli articoli piuttosto che sulle sezioni.

Il giornalismo del Financial Times deve adattarsi ulteriormente a un mondo in cui i giornalisti e i commentatori devono saper conversare con i lettori. Il nostro obiettivo deve essere quello di approfondire l’impegno su questo obiettivo e andare incontro alle esigenze dei lettori ogniqualvolta si rivolgono a noi per le ultime notizie e per analisi di qualità. FastFT, una delle nostre innovazioni di maggior successo di quest’anno, è lì a mostrare la nostra determinazione a seguire questa strada. E molto resta da fare.

Il nostro approccio al giornale cartaceo e a ft.com è una logica conseguenza dei cambiamenti che abbiamo fatto in redazione negli ultimi dieci anni e più. Grazie a questi cambiamenti, il FT si è affermato come un precursore tra i media di oggi.

Abbiamo trasformato il nostro modello di business, facendo pagare i contenuti digitali e realizzando un efficace sistema di abbonamenti a livello globale. Per la prima volta, l’anno scorso i nostri abbonamenti online hanno superato la diffusione cartacea. Oggi abbiamo oltre 100 mila abbonamenti digitali in più del totale delle copie vendute.

Non è il momento di fermarsi. Diventa più forte che mai la concorrenza tra chi meglio si adatta a un ambiente dove è normale informarsi sui desktop, sugli smartphone e sui tablet. Il ritmo del cambiamento, guidato dalla tecnologia, è implacabile, come mi è stato ricordato ancora una volta durante i miei recenti colloqui di Aspen e Sun Valley.

Voglio ringraziare tutti i giornalisti del FT per la loro dedizione alla causa. Questi sono tempi difficili. Ma se affrontiamo nel modo giusto il cambiamento e innoviamo, continueremo a produrre giornalismo di livello mondiale, che è quando di cui siamo tutti orgogliosi.