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14 ottobre 2013 | 15:37

Più controlli sui media a Shanghai, lo chiede l’ufficio di propaganda del partito comunista cinese

(ANSA) L’ufficio di propaganda del Partito comunista cinese di Shanghai chiede un rafforzamento del controllo sui media. ”Shanghai e’ in prima linea nell’incontro tra il pensiero occidentale e quello cinese – ha detto al Quotidiano del Popolo Xu Lin, capo dell’ufficio di propaganda nella capitale economica della Cina – pertanto la città deve rafforzare la gestione di giornali, televisioni, piattaforme online, forum e seminari. Shanghai rafforzerà la sua capacità di guidare l’opinione pubblica e di ampliare i suoi gruppi di controllo di internet”. A Shanghai da due settimane è attiva la Free Trade Zone, la prima del suo genere in Cina. Alla vigilia alcuni giornali avevano detto che le restrizioni sui media o sui siti censurati, come Facebook, Twitter, il New York Times, sarebbero state tolte nell’area di libero scambio, ma il governo si è affrettato a smentire l’indiscrezione. Secondo quanto ha detto al South China Morning Posto Willy Lam, professore aggiunto di studi cinesi all’università di Hong Kong, ”il ritorno di ortodossia di un’epoca passata potrebbe gettare un’ombra profonda verso qualunque nuova idea Pechino potrebbe avere per rendere l’economia della Cina più orientato al mercato”. In un suo discorso del mese di agosto, il presidente cinese, Xi Jinping, aveva auspicato ad una ”purificazione ideologica”, ripetendo una campagna iniziata da Deng Xiaoping nei primi anni ’80. Poco dopo il discorso di Xi nel mese di agosto e’ iniziato un giro di vite sui commentatori e in genere nei confronti della stampa. (ANSA, 14 ottobre 2013).