Editoria

15 ottobre 2013 | 10:01

“Liberi tutti”: si scioglie il patto di sindacato di Rcs

(ANSA) ‘Liberi tutti’ nel patto Rcs. L’accordo di sindacato si scioglierà in anticipo, entro fine ottobre e non appena verrà formalizzato l’addendum per sancire la fine dell’intesa. I dodici soci del patto con il 60% del gruppo editoriale hanno deciso lo scioglimento a beneficio di una ”governance efficiente, altamente responsabile” (clicca qui per scaricare il comunicato). Hanno poi espresso ”unanime” sostegno alla società, ribadendo ”piena fiducia” sul piano di Rcs e dando un forte messaggio sul Corriere della Sera. Il patto si è detto infatti consapevole della ”importanza della continuità, stabilità e indipendenza della gestione editoriale e della conduzione della maggior testata”.

Lo storico addio al ‘salotto buono’ è stato deciso in un vertice dei soci di poco più di due ore, nel pomeriggio, nella sede del gruppo a Milano. Alla riunione erano assenti solo i rappresentanti di Generali ed Edison, mentre Giovanni Bazoli rappresentava sia Mittel e sia Intesa. Al termine, l’industriale Francesco Merloni, socio più anziano dell’accordo e presidente vicario ha dato l’annuncio: ”Il patto Rcs è stato sciolto. Liberi tutti”, ha detto. A fine vertice il primo azionista John Elkann (20,5%) si è intrattenuto quindi ancora un’ora o poco meno nella sede del gruppo, per poi recarsi in visita a Mediobanca, secondo socio Rcs con il 15%. L’istituto resta intenzionato a uscire in prospettiva dalla società editrice quando il titolo si sarà valorizzato e non intende vendere dunque già a novembre il proprio pacchetto, per cederlo gradualmente nell’arco del piano. La svolta in Rcs arriva a un anno e mezzo dalla ‘rivoluzione’ nella governance, iniziata con la scelta dei soci di fare un passo indietro nominando un consiglio di indipendenti, più snello per numero di componenti e più giovane per età media. L’accordo parasociale risaliva, con le dovute variazioni alla stipula del patto Gemina nel 1984, anche se l’impianto attuale era forse più l’erede del riassetto del 1997 con la scissione parziale di Hdp dalla stessa Gemina. Nel comunicare lo scioglimento dell’intesa, il patto Rcs ha spiegato in particolare che in vista della scadenza dell’accordo il 14 marzo e dell’imminente termine a fine ottobre per dare disdetta, i soci ”hanno condiviso la ferma convinzione che una gestione e una governance efficiente, altamente responsabile, non richiedano più il tipo di collaborazione assicurata dal patto ora in scadenza” e che dunque l’accordo ”non verrà ulteriormente rinnovato”. ”A far data dalla cessazione del patto – ha spiegato il sindacato di blocco e consultazione Rcs – ciascun partecipante si riserva in piena autonomia ogni decisione in ordine all’esercizio dei diritti inerenti alle proprie azioni”. I soci han detto insomma addio alle logiche della ‘Galassia’, così si è parlato fino a ieri della terna Mediobanca-Generali-Rcs, dando però un forte segnale di stabilità al gruppo del Corriere: hanno espresso infatti la ”convinzione unanime che Rcs MediaGroup, ”in una fase congiunturale difficile e di profonda trasformazione del settore, goda di stabilità e fruisca di un forte sostegno da parte dell’azionariato tutto nel perseguire gli obiettivi del piano industriale e finanziario adottato, nel quale si ribadisce piena fiducia”. Domani mattina si riunirà il Cda di Rcs per degli aggiornamenti. E’ possibile che si decida la cooptazione di Attilio Guarnieri che figurava come secondo nella lista di minoranza con cui era stato eletto in consiglio lo scomparso vice presidente Giuseppe Rotelli. (ANSA, 14 ottobre 2013).

- Scarica il comunicato stampa del patto di sindacato di Rcs MediaGroup diffuso il 14 ottobre 2013 (.pdf)