18 ottobre 2013 | 15:50

Le dichiarazioni di Roberto Koch sulla chiusura dello Spazio Forma

Ieri l’annuncio: Spazio Forma dell’omonima Fondazione chiude. E subito giunge in un comunicato il rammarico dell’Assessore alla cultura di Milano, Del Corno: “Dispiace che Forma abbia disdetto il contratto. Milano perde uno spazio importante, ma le scelte di un soggetto privato, che ha peraltro sempre rivendicato orgogliosamente la propria autonomia progettuale e gestionale, non possono in alcun modo essere imputate a supposti mancati interventi da parte del Comune o di altri enti pubblici milanesi”.

Sui social è tanto lo sconcerto dei molti appasionati e assidui frequentatori del centro internazionale di fotografia milanese, fino alla dichiarazione del fondatore Roberto Koch: “La Fondazione Forma per la Fotografia cambia e dopo un lungo periodo a Piazza Tito Lucrezio Caro, lascia questa sede e cerca nuove strade da intraprendere, sempre nel nome della fotografia d’autore”.

Un comunicato rilasciato dallo stesso Koch spiega il nuovo progetto per il rilancio di Forma: “La nuova attività della Fondazione Forma si rivolge a una parte della propria mission ancora non del tutto messa in pratica e che sarà costitutiva del lavoro dei prossimi anni: la valorizzazione, conservazione, studio e divulgazione dei grandi archivi dei maestri della fotografia italiana.

roberto koch

Roberto Koch, Fondazione Forma

La nostra mostra di apertura nel 2005 nella sede di Piazza Tito Lucrezio Caro, dedicata a Gianni Berengo Gardin, era una chiara dichiarazione di intenti: la Casa della Fotografia Italiana iniziava il proprio programma con una mostra dedicata a un grande autore italiano. Ora, il primo archivio verso cui rivolgeremo la nostra attenzione è proprio quello di Gbg. Siamo molto lieti di annunciare che abbiamo concluso un accordo quadro con Gianni Berengo Gardin e la famiglia nel quale la Fondazione sarà depositaria e gestionaria dell’intero suo archivio, compresi i negativi, i provini, le stampe, i documenti, alcune delle macchine fotografiche. Altri accordi con altrettanti maestri italiani seguiranno e colloqui sono già in corso in questa direzione.

Questo progetto, che per la prima volta si realizza in Italia con una dimensione ampia e completa, impegnerà la attività di Forma per i prossimi 10 anni, con le capacità che abbiamo e che comprendono tutte le attività di catalogazione e valorizzazione delle opere e del lavoro del patrimonio visuale della fotografia italiana. Il progetto è di importanza assoluta e costituisce una iniziativa pilota che non ha precedenti nel nostro paese e pochissimi all’estero. La fotografia deve assumere nel nostro paese, come le altre discipline artistiche, piena dignità e valore; questo impegno parte proprio dalla valorizzazione di quanto fatto dai grandi fotografi italiani”.

Roberto Koch denuncia inoltre il mancato sostegno da parte di Atm (con cui Forma aveva sottoscritto un contratto d’affitto per lo spazio di Piazza Tito Lucrezio Caro): “Dobbiamo prendere atto che né la presidenza della Atm, né la Giunta del Comune di Milano hanno voluto riconoscere il giusto valore strategico al progetto Forma, e non hanno purtroppo trovato le modalità di sostegno del nostro progetto sull’edificio che abbiamo animato per oltre 8 anni, coprendo tutte le spese con nostre risorse”.

Il fondatore non risparmia polemiche nemmeno sull’operato del Comune di Milano, smentendo la nota stampa rilasciata ieri dall’assessore alla Cultura: “Dalla nuova Giunta di Milano avevamo grandi aspettative per la cultura, purtroppo disattese. Abbiamo sensibilizzato e incontrato molte delle personalità dellacittà, dagli assessori alla cultura, prima Boeri e poi Del Corno, il Gabinetto del Sindaco, gli assessori Majorino, Maran e altri, ma dobbiamo purtroppo registrare una complessiva indifferenza sul progetto. Sappiamo bene che le casse del Comune non sono in condizione di poter spendere, ma quello che abbiamo sempre chiesto era essenzialmente un riconoscimento pubblico della importanza del progetto e una diversa modalità di utilizzazione del palazzo (in comodato e non in affitto come è sempre stato) di proprietà dell’Atm e quindi del Comune, su cui abbiamo realizzato una grande rivalutazione patrimoniale, dandogli una nuova vita e un nuovo senso”.

“La Fondazione ha proposto al pubblico di Milano una attività continuativa intorno alla fotografia che non c’era mai stata prima e di cui la città aveva bisogno, come testimoniato dai 500.000 ingressi a Forma in questi anni, dagli oltre 20.000 fan su Facebook, gli oltre 3.000 contatti su Twitter (entrambi in forte crescita) e i circa 1.000 membri del Club Forma. A tutti loro, insieme ai soci della Fondazione, la casa editrice Contrasto e il gallerista Marco Antonetto, rivolgo un sentito ringraziamento per il sostegno degli anni passati nella certezza che continueranno ad accompagnarci nei prossimi anni – concludendo – Il cambio di sede sarà accompagnato da una riformulazione del progetto che, di fatto, sposta l’asse verso altri settori senza però trascurare o tralasciare quanto finora fatto. L’attività didattica continuerà e si amplierà in collaborazione prima di tutto con Naba, che continua nei loro spazi didattici. Nel mese di dicembre avremo inloltre un importante workshop con Antoine D’Agata. In più, il 9 dicembre faremo una festa a Forma per gli 80 anni di Franco Fontana e, infine, come sempre continueremo a realizzare grandi mostre con partner internazionali e italiani”.

Risiederà in Via G.B.Piranesi l’ufficio con funzione di studio degli archivi, presso l’Open Care, grande complesso dedicato al mondo dell’arte e della conservazione. Saranno custodite in questo luogo le opere di proprietà della Fondazione, arricchite dalle nuove donazioni che verranno dagli archivi. Ci sarà anche una libreria, aperta al pubblico, un punto informazioni, la segreteria dell’archivio fotografico e una parete espositiva dedicata a nuovi lavori fotografici.