21 ottobre 2013 | 16:24

CircleMe, il network delle passioni, raccoglie 2 milioni di euro di finanziamenti

Non chiamatelo social network. CircleMe, la risposta italiana a Facebook e Twitter, si definisce “l’unconventional network per la condivisione degli interessi”.

L’idea è venuta due anni fa, nell’inverno 2011, a due innovatori di Internet, Erik Lumer (fondatore e presidente di Cascaad) e Giuseppe D’Antonio (già responsabile sviluppo partnership di Google Italia e poi capo della divisione di online advertising di Dada). Qualche mese dopo, nel marzo 2012 nasce il nuovo network che consente alle persone di interagire con le proprie passioni.

In pratica CircleMe raccoglie – attraverso i ‘Like’ degli utenti (importati anche da altre piattaforme) – tutte le cose che le persone amano e le inserisce nelle varie categorie tematiche previste dal sito, come musica, film, serie tv, libri, personaggi famosi, cibi e bevande, sport (in totale sono un milione le passioni catalogate). In questo modo gli utenti possono trovare contenuti e servizi interessanti relativi alle proprie passioni: immagini, audio, video, articoli, informazioni su ristoranti, eventi, e-book e molto altro ancora.

Giuseppe D’Antonio, cofondatore di CircleMe

Per arricchire le pagine il sistema attinge inoltre a risorse esterne come Wikipedia, Facebook, Last.Fm, Foursquare, Wine.com e Goodreads.
L’idea di D’Antonio e Lumer è di fare di CircleMe una piazza per le promozione di brand e prodotti, attraverso una forma evoluta di display advertising basato sul pay-per-click, che diventa efficace grazie all’utenza targettizzata in base agli interessi e alle passioni. Passioni che comprendono ovviamente anche i brand più noti, come dimostrano le pagine dedicate alla Nutella e all’iPhone.

L’idea di business è piaciuta a Innogest Capital, il fondo di venture capital fondato da Ronald Spogli, Claudio Giuliano e Mario Pinciroli, che ha deciso di sostenere CircleMe con tre round di finanziamenti per un totale di 2 milioni di euro.