Editoria, New media

22 ottobre 2013 | 13:00

La comunicazione al tempo dei social network. Sofri: “Non si ha la minima idea del futuro del giornalismo” (PODCAST)

(ANSA) L’avvento di internet ha rivoluzionato le nostre vite: nei rapporti sociali, nelle abitudini quotidiane, nel lavoro. Anche e soprattutto nel mondo della comunicazione e dell’informazione, dove negli ultimi si è assistito a una moltiplicazione delle fonti e ogni singola persona è diventata un potenziale produttore di contenuti. Come e con quali conseguenze, però, non è ancora del tutto chiaro. “Non si ha la minima idea del futuro del giornalismo – ha detto Luca Sofri, direttore de Ilpost.it, intervenendo alla tavola rotonda su comunicazione e giornalismo nell’era digitale organizzata dall’Associazione Italiana degli Eisenhower Fellows in collaborazione con l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia e il Centro Studi Americani per il 3/o Eisenhower Day Italia -. In generale il quadro sembra molto confuso e vario. Il giornalismo potrà diventare molte cose. E si parla sempre con il concetto implicito che continuerà a esistere, ma più passa il tempo, più questo non è detto che succeda”. A dare una “spallata” all’informazione tradizionale ha contribuito in maniera considerevole la cosiddetta “Generazione Millennial”, i giovani nati tra il 1980 e il 2000, i nativi digitali, cresciuti a pc e telefonini, che hanno perso familiarità con l’informazione tradizionale e delle cui attitudini è un esperto John Della Volpe, direttore del Polling presso l’Istituto di Scienze Politiche dell’Università di Harward. Speaker d’eccezione del pomeriggio, Della Volpe ha offerto un quadro di come, nell’era digitale, cittadini, istituzioni e aziende stanno usando i new media e il web. “I Millennial hanno cambiato tutto – ha spiegato Della Volpe, fondatore e Ceo di SocialSphere, società specializzata in big data and social media analytics -. Sono abituati a condividere e faranno della condivisione un’abitudine che durerà per tutta la vita. Vogliono essere coinvolti, ma alle loro condizioni. Per questo non si riconoscono nei media tradizionali”. Media tradizionali che sono destinati a scomparire per come siamo abituati a conoscerli, secondo Massimo Russo, direttore di Wired Italia. “Pensano che si stia parlando di tecnica, ma invece si tratta di cultura, cultura digitale. E non si curano della concorrenza, non quella da cui dovrebbero guardarsi, continuando a parlare di informazione di qualità, come se facessero parte di un club esclusivo, non rendendosi conto che l’innovazione parte dal basso e può poi raggiungere anche la qualità. E poi bisogna guardare al mobile, che crescerà 10 volte più dei pc nei prossimi 7 anni”. All’incontro hanno partecipato anche Angela Mills Wade, Executive Director dello European Publishing Council, che ha puntato l’attenzione sul problema del diritto d’autore e del copyright e sulla necessità di avere una stampa libera ed efficace e regole chiare per tutti, Mario Tedeschini Lalli, responsabile internazionale di ONA-Online News Association, Paolo Emilio Mazzoletti, docente di Marketing e Comunicazione all’Università Luiss Guido Carli, Giuseppe Cassano, presidente dell’Eisenhower Fellow Italy. (ANSA, 21 ottobre 2013)

Luca Sofri (foto Olycom)

Luca Sofri (foto Olycom)

Ascolta il podcast

Radio Radicale ha messo a disposizione il podcast della giornata. È possibile ascoltare tutti gli interventi su Radioradicale.it.