Mercato

23 ottobre 2013 | 12:29

La nuova Famiglia Cristiana si rivolge direttamente alle donne, segue la Chiesa di Papa Francesco ed è più social

Dal 24 ottobre  Famiglia Cristiana si rinnova: cambia la grafica e rimodula i contenuti all’interno di una scansione più chiara e
immediatamente comprensibile dell’intero giornale.

Come spiega una nota stampa, si arricchisce di nuove rubriche per rispondere alle sollecitazioni di lettrici e lettori, spinta dalla propria vocazione di ‘familiare’, a essere ancor più versatile, calda nell’approccio e sempre più autorevole: punto di riferimento per la lettura dell’attualità e anche fonte di consigli utili per la vita quotidiana. La rinnovata Famiglia Cristiana riconosce nella donna il proprio interlocutore primario.

Parallelamente al rilancio del cartaceo viene presentato anche il nuovo sito www.famigliacristiana.it che ha vocazione e pubblico in parte diversi rispetto al giornale di carta. Frequentato maggiormente da un pubblico maschile, più giovane e con più alto livello di scolarità, non è un sito di informazione ma di discussione e dibattito dei temi che l’attualità porta alla ribalta.

Pilastro dell’architettura del nuovo sito non è l’articolo giornalistico ma la ‘Stanza di discussione’: ogni giorno viene messo l’accento su alcuni temi che la redazione affronta in maniera approfondita con articoli, interviste, video, fotogallery, interventi di testimoni e protagonisti. La nuova formula ha avuto nella versione di prova, andata on-line dall’inizio dell’estate, un immediato
successo. Dal mese di giugno le visite e le pagine viste sono aumentate di oltre il 40 per cento mentre è decuplicata la partecipazione dei lettori anche tramite raccolte di firme e sondaggi. La vocazione al dibattito è amplificata dall’impegno social del giornale attraverso Facebook e Twitter.

“Il nostro settimanale rinnova il proprio logo e la propria grafica”, dichiara il direttore don Antonio Sciortino, “come papa Francesco cerchiamo di protenderci in avanti, verso i nostri lettori e verso coloro che ancora non ci leggono. Sforzandoci di essere ancora più chiari, più empatici, più dialoganti, più semplici”.