Editoria

23 ottobre 2013 | 18:04

In Cina un quotidiano infrange la censura per chiedere la liberazione di un suo reporter

(AGI) “Per favore, rilasciatelo”: con un inusuale atto di coraggio, sfidando la censura, un quotidiano cinese ha usato la sua intera prima pagina per chiedere il rilascio di un suo giornalista, Chen Yongzhou, arrestato sabato dopo che per mesi aveva denunciato le frodi commesse da un’importante azienda locale. Protagonista del raro atto di sfida aperta alle autorita’, il quotidiano Nuovo Express, pubblicato nella citta’ di Guangzhou, nel sud-est della Cina.

Chen aveva scritto, tra settembre dell’anno scorso e giugno, una serie di reportage sui problemi finanziari di un gruppo cinese, la Zoomlion, ed e’ accusato di avere “danneggiato la reputazione commerciale” del gruppo, in cui lo Stato cinese e’ presente con una partecipazione del 20%. A destare l’attenzione delle autorita’, in particolare, un articolo, in cui Chen accusava l’azienda – che l’anno scorso ha avuto profitti per circa 12 miliardi di yuan (1,6 miliardi di euro circa) – di truccare i bilanci.

Nell’editoriale, il giornale spiega la sua posizione sull’arresto del collega. “Abbiamo sempre creduto che se avessimo riportato le notizie in maniera responsabile non ci sarebbero stati problemi, e che se ci fossero stati problemi, avremmo riportato le correzioni nel giornale, con le nostre scuse. E che se le cose si fossero fatte serie, ci saremmo preparati per andare in giudizio, e qualora avessimo perso, avremmo risarcito i danni. Ma i fatti mostrano che siamo stati troppo naive”.

All’appello manca anche un altro collega della testata, il capo redattore della redazione economica, che ha lasciato la propria casa cinque giorni fa.

Chen Yongzhou e’ il secondo giornalista del Nuovo Express a finire in manette in poche settimane: ad agosto era toccato a un suo collega di cognome Liu, che su internet si era scagliato contro un ex funzionario di alto livello di Chongqing. La notizia e’ stata ripresa anche dalla stampa cinese ‘mainstream’, a cominciare dalla Xinhua -che ha dedicato un articolo al caso sul suo portale in cinese- e dal quotidiano in lingua inglese, China Daily.

La liberta’ di stampa e la sua indipendenza dal potere politico sono ancora un argomento scottante in Cina, tanto da essere considerati dalla leadership uno dei sette pericoli per Partito Comunista Cinese: tra gli altri, la democrazia occidentale, il neo-liberalismo in economia, la critica “nichilista” della recente storia cinese, e ovviamente i diritti umani. (Agi, 23 ottobre 2013)