27 ottobre 2013 | 10:39

27 abitudini cancellate da Internet. Come la tecnologia ci ha semplificato la vita (e il risvolto della medaglia)

Il quotidiano britannico ‘The Telegraph‘ ha compilato una lista di tutto ciò che Internet ha cancellato dalle nostre abitudini.

1. Fotografie con i cani
I felini hanno vinto, basta guardare BuzzFeed: periodicamente propone gif animate con gatti, in particolare quando sono piccoli. Tra tutti gli animali domestici, sembra che non ci sia più spazio per i cani.

2. I negozi di dischi
Il primo colpo l’ha dato Napster , ma era illegale. Poi è arrivato iTunes e infine Spotify. Secondo l’International Federation of the Phonographic Industry, per i negozi di dischi è quasi impossibile competere con la pirateria e con i servizi di streaming. L’industria musicale non può lamentarsi (gli incassi sono cresciuti dello 0,3% nel 2012 a causa dell’”effetto Adele”), ma il lieve aumento di fatturato non riguarda i negozi di dischi. Anche i feticisti dei cd ormai utilizzano Amazon.

3. Tutte le celebrità sono intelligenti, un mito infranto
Con Twitter ogni pensiero è condiviso all’istante. Conoscere i pensieri della propria star preferita potrebbe essere il sogno di ogni fan. Ma a volte le celebrità deludono, come Cher che twitta: “Qualcuno può vedermi?”.

4. Cercare qualcosa disperatamente
Con i dispositivi mobili che mettono a disposizione tutti i dati che vogliamo, non ci sforziamo più di ricordare qualcosa. E uno studio dell’Università di Harvard dimostra che Google sta modificando sul nostro sistema cognitivo.

5. Perdersi
Google Maps non ha bisogno di presentazioni e la vendita di cartine geografiche è in picchiata. Ma ci sono anche conseguenze negative: si sta perdendo la capacità di leggere le mappe e questo, secondo il Telegraph,  ha fatto aumentare del 50% gli incidenti in montagna, dove le cartine sono più importanti del gps.

6. Le riviste per adulti
L’industria del porno su Internet è un business enorme. Ha salvato dall’imbarazzo i ragazzini che, fino a una ventina di anni fa, venivano scovati con una copia di Playboy sotto il materasso. Ora i periodici per adulti sono prodotti vintage e su eBay ci sono copie d’annata che raggiungono anche centania di euro.

7. L’arte della calligrafia
Ormai la parola ‘scrivere’ richiama l’idea di pigiare tasti anziché quella di impugnare una penna. E il brivido di ricevere una lettera da qualcuno a cui teniamo è qualcosa che appartiene al passato. Pc2Paper prova a riportare in auge quest’arte dimenticata: è un servizio con il quale si può scrivere al pc una lettera e viene automaticamente trascritta e inviata per posta. Ma ormai le abitudini sono cambiate e ormai, in Nuova Zelanda, il servizio postale funziona solo tre volte a settimana.

8. Ricordare i numeri di telefono degli amici più stretti
Nemmeno il numero del proprio migliore amico è qualcosa che si sa più a memoria.

9. Evitare di conoscere scene chiave di un film
Si chiamano spoiler e ormai è virtualmente impossibile non imbattersi in un’anticipazione non voluta, soprattutto se si è frequentatori di Twitter o di qualcunque social network.

10. Fax
Nella pubblica amministrazione italiana non sono più accettati da quest’estate, ma a chiunque sia nato dopo il 1990, non è mai capitato di aver a che fare con documenti quasi illeggibili stampati sulla carta chimica che veniva lentamente emessa dai fax.

11. Produttività
Ogni giorno vengono caricate su Facebook 350 milioni di foto e su YouTube ogni 24 ore ci sono 100 ore di video da guardare in più. Quando viene prodotta questa enorme quantità di informazioni? Secondo Forbes il 64% degli lavoratori statunitensi visita abitualmente siti che non hanno a che fare con il proprio impiego.

12. Gli appuntamenti al buio
Per chiunque ha un profilo Facebook oppure chatta è possibile incontrare gente prima ignota. Secondo quanto riporta il Telegraph, negli Stati Uniti un terzo di chi si è sposato tra il 2005  il 2012 si è incontrato su Internet.

13. Le radio
Nel Regno Unito le radio analogiche sono in rapida estinzione. Nel 2012 quasi il 30% delle trasmissioni radiofoniche venivano ascoltate con un dispositivo mobile.

14. Isolarsi e perdere di vista qualcuno
I cosiddetti 6 gradi di separazione (il numero di contatti umani da stabilire prima di incontrare qualcuno totalmente sconosciuto) con i social network sono diventati 3. Il lato negativo? È diventato impossibile liberarsi di qualcuno.

15. Privacy
Datagate a parte, la nostra presenza su Internet è una rinuncia cosciente alla riservatezza dei dati personali.

16. Gli album di fotografie (quelli veri)
Il nostro primo bagno, il primo giorno di scuola, le foto di classe non esistono più. Ora tutto è online.

17. Gli errori di ortografia
Si scrive sognamo o sogniamo? Un correttore ortografico è pronto a dircelo. I dizionari sono sempre a portata di mano ma, ancora una volta, è la memoria a farne le spese.

18. Fischiettare il motivo di una canzone e non ricordare titolo o autore
Shazam, Soundhound, Midomi ecc. sono app che dopo pochi secondi riconoscono una canzone e rimandano all’autore.

19. Le compilation
Una cassetta o un cd preparati meticolosamente prima di partire, non esistono più: lettori mp3, smartphone e Spotify permettono di caricare tonnellate di brani senza fare la fatica di scegliere.

20. La parola ‘troll’
Una volta i troll erano creature magiche della cultura nordica che vivevano sotto i ponti. Adesso sono gli attaccabrighe, maleducati e sgradevoli utenti che inquinano le discussioni online con commenti a sproposito.

21. Condividere
Ora pensiamo a foto, video, file, allegati e articoli che meritano di essere posti all’attenzione di tutti. Ma ‘condividere’ significa(va) l’opposto di rendere qualcosa una nostra proprietà esclusiva.

22. I dilemmi morali e le dispute insanabili
Yahoo Answers risolve tutto e, soprattutto, ci fa sentire meno scemi. Per quanto ridicolo possa essere il nostro dubbio, su Answers ce n’è sempre uno più stupido. Tra i più emblematici ci sono: “soffiarsi il naso in pubblico è accettato nella nostra cultura?” (in Giappone non lo è); “Perché i cani hanno un cervello?” e “Qualcuno può aiutarmi a trovare la mia borsa?”

23. Gli ipocondriaci
Non sono spariti, ma si sono trasformati in ‘cybercondriaci’. Se un ipocondriaco pensa di avere un male spesso non identificato, il cybercondriaco cerca su internet i sintomi e si ritrova affetto da un raro morbo che affligge la popolazione alla sponda opposta del mondo.

24. Le rubriche telefoniche
Non è necessario spiegare il perché.

25. Le calcolatrici
Chi ha mai usato una calcolatrice scientifica dopo le scuole superiori? Un cellulare ne sostituisce perfettamente le funzioni.

26. Nascondere un passato imbarazzante
Ci si immagina sempre belli ed eleganti, ma non è raro che un amico di Facebook tagghi una nostra foto da tredicenni. Possiamo eliminare la tag, ma sarà trascorso del tempo e, nel frattempo, il momento imbarazzante sarà noto a tutti.

27. L’età dell’innocenza
Un solo esempio: Miley Cyrus.